Si aggiunge un nuovo tassello nella vicenda – sollevata dalla trasmissione tv Report – del dossier dell’Oms riguardante la risposta dell’Italia al coronavirus pubblicato online e poi tolto nel giro di 24 ore nel maggio scorso. A parlare ora è la stessa Organizzazione, rimasta silente dopo che i giornalisti di Rai3 hanno svelato le email che il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, aveva inviato al coordinatore dei ricercatori Francesco Zambon proprio in quei giorni. Il rapporto, fa sapere l’Ufficio europeo dell’Oms ad Adnkronos Salute, “è stato pubblicato il 13 maggio ed è stato rimosso dal sito web in poche ore perché conteneva inesattezze e incongruenze“. Perché non è stato ripubblicato dopo le correzioni? “Mentre” il documento era offline, “è stato deciso di utilizzare un nuovo meccanismo” per “aiutare gli Stati membri a condurre revisioni e a valutare le loro risposte a Covid-19”. Poi aggiungono: “Comprendiamo che la pubblicazione e la successiva rimozione del rapporto abbiano causato confusione e abbiamo aggiornato di conseguenza le nostre procedure di pubblicazione“.

Una ricostruzione completamente diversa da quella fornita da Report. “Non fatemi casino su questo – scriveva Ranieri Guerra al collega in un’email datata 11 maggio –. Stasera andiamo sui denti di Report e non possiamo essere suicidi (…) Adesso blocco tutto (…). Così non può uscire. Evitate cazzate. Grazie e scusa il tono. Ranieri”. La trasmissione sostiene che il direttore aggiunto dell’Oms abbia fatto pressioni per correggere quel documento prima della pubblicazione. Il motivo è che denunciava che l’Italia non avrebbe mai aggiornato il suo piano pandemico, limitandosi a “riconfermare nel 2017” quello elaborato nel 2006. Il punto è che Guerra è stato direttore generale per la Prevenzione del ministero della Salute italiano dal 2014 al 2017, quindi gli aggiornamenti del piano, in quegli anni, spettavano anche a lui.

A indagare sulla vicenda è la procura di Bergamo, che dopo la denuncia del Comitato dei parenti delle vittime ‘Noi denunceremo’ sta cercando di capire se l’Italia effettivamente avesse un piano pandemico al momento della prima ondata e a quando risale il suo ultimo aggiornamento. I magistrati hanno già interrogato Guerra come persona informata dei fatti (non è indagato). Chi non è stato sentito, invece, sono Zambon e i suoi colleghi ricercatori, per cui l’Oms ha invocato l’immunità diplomatica. Anche su questo da Ginevra ora forniscono un chiarimento: “Le autorità italiane hanno recentemente informato l’Organizzazione mondiale della Sanità sulle ordinanze del tribunale emesse dalla Procura di Bergamo. Abbiamo formalmente richiesto ulteriori informazioni“. Perché Guerra è stato ascoltato e i ricercatori no? “Prima che le autorità italiane condividessero le ordinanze del Tribunale con l’Organizzazione, il dottor Ranieri Guerra, dipendente dell’Oms e uno dei direttori vicari dell’Organizzazione, ha parlato con il pubblico ministero a titolo personale“.

L’organizzazione ribadisce quindi che il suo personale “è costituito da funzionari internazionali che svolgono tutte le attività in modo imparziale e senza timore di ritorsioni o aspettative di favori. Per preservare la sua obiettività e indipendenza, l’Oms normalmente non è coinvolta in questioni legali a livello nazionale“. Parole che sembrano chiudere a un’eventuale collaborazione con i pm bergamaschi per chiarire la vicenda. L’Oms, conclude la nota, “dispone di meccanismi per gestire le questioni interne, inclusa la divergenza di opinioni tra i membri del personale”.

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