È da “scongiurare l’opportunità di un regionalismo differenziato in materia di istruzione“. Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, alla Camera. La ministra ha fatto riferimento ai “differenti contesti” che presenta l’Italia e al fatto che il regionalismo differenziato non possa “rivelarsi esaustivo nell’ottica dell’eguaglianza sostanziale: mettere a rischio questa parità equivale a frustrare le prospettive di miglioramento degli studenti capaci a detrimento del senso di giustizia” e per “il Paese stesso. Non è possibile immaginare un regionalismo delle diseguaglianze” soprattutto in momenti difficili “come quello attuale”.

La ministra ha ricordato che il regionalismo differenziato, per le Regioni che hanno chiesto il riconoscimento della gestione di 23 materie, prevede “l‘intero governo del sistema istruzione“: la formazione dei docenti, la gestione dell’alternanza-scuola lavoro, la creazione di un ruolo regionale del personale scolastico distinto da quello statale. Viene chiesto anche il trasferimento delle risorse umane all’ufficio scolastico regionale e l’istituzione del ruolo regionale dei dirigenti scolastici. Si avrebbe quindi un sistema a doppio binario e si creerebbe “una sovrapposizione di personale dipendente da ruoli statali e ruoli regionali“. Diverse le richieste avanzate dall’Emilia Romagna che non presentano “spinte eccessivamente autonomistiche”.

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