Come avessero ottenuto 780mila euro senza gara, non lo sapevano neppure loro. Eppure grazie ad un semplice comma contenuto nell’ultimo assestamento di bilancio, la giunta regionale guidata dal sardo-leghista Christian Solinas ha assegnato all’associazione Sardegna Sociale, in attività da appena qualche mese, quasi 800mila euro da qui al 2022 per un progetto “sull’inserimento lavorativo di persone con autismo”. A fermare l’operazione, con la maggioranza probabilmente allarmata dalle richieste di chiarimenti partite dal fattoquotidiano.it, ci ha pensato la commissione Bilancio, che dal testo emendato ha fatto sparire il comma ‘incriminato’. L’iniziativa era oggettivamente pregevolissima, sia chiaro. Ma quando i soldi pubblici vengono assegnati esclusivamente in base alla discrezionalità della politica, senza alcun bando o selezione – come in questo caso – qualche perplessità appare lecita. Soprattutto quando spuntano diversi documenti che dimostrano, tra cene e serate mondane, gli stretti rapporti tra il presidente dell’associazione beneficiaria del cospicuo finanziamento e, in primis, un consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione, sigla alla quale appartiene pure Solinas.

Cena Salvatore Serra (Sardegna Sociale), Stefano Schirru (cons regionale PSA) e sullo sfondo Francesco Ciaramella (Cons comunale FI) – Foto FB

Di certo, a cancellare i dubbi sull’intera operazione non contribuiscono le dichiarazioni rilasciate al fattoquotidiano.it dal numero uno di Sardegna Sociale Salvatore Serra, pochi giorni prima che il finanziamento venisse cancellato. Ad esempio, l’iter che avrebbe portato nelle casse della sua associazione 780mila euro non era proprio chiarissimo. Vista la cifra e la procedura totalmente in capo alla politica, era utile capire se il progetto fosse stato presentato direttamente al presidente Solinas, a qualche consigliere regionale o agli uffici della Regione. La risposta però è stata disarmante. “Non mi occupo direttamente delle procedure tecniche”, ha dichiarato Serra, che di mestiere fa l’agente immobiliare. “Quindi non lo sa?”, gli domandiamo. “Ho messo insieme i professionisti, non mi occupo di tutti i settori…”, glissa con tono vagamente imbarazzato. Ma pure quando gli si chiede degli esperti coinvolti – visto che in pochi mesi Sardegna sociale si è occupata quasi esclusivamente di collette alimentari – si presenta qualche ritrosia. “A tempo debito farò i nomi”, taglia corto. Nessuna risposta nemmeno quando gli si fa notare che associazione e professionisti avrebbero incassato soldi pubblici e quindi sarebbe stata necessaria trasparenza: “Ci mancherebbe. A tempo debito ci sarà”.

Chi invece non ha alcuna remora nel raccontare come funziona e si finanzia un’associazione che da appena vent’anni fornisce assistenza alle persone autistiche e alle loro famiglie, è il presidente di ‘Peter Pan‘ Marco Granata. “Quanto abbiamo avuto dalla Regione da quando siamo nati ad oggi? 10mila euro“. In media, 500 euro l’anno. “E conti che eroghiamo servizi per circa 17mila ore annue – specifica Granata – Il nostro bilancio, ora intorno ai 300mila euro, si alimenta grazie ai contributi di legge dati alle famiglie, al 5 per mille, alle raccolte fondi e ai contributi che riusciamo ad intercettare autonomamente, ad esempio dalle fondazioni. Ovviamente dopo un’attenta selezione e con criteri ferrei ed oggettivi”.

Il fatto è che la vicenda non si esaurisce con i 780mila euro assegnati in via diretta dalla giunta Solinas con sette-righe-sette infilate nell’assestamento di bilancio – 8mila euro a parola, 100mila a riga e 780mila finali – poi cancellate in commissione. Perché a indagare sulle attività che Sardegna Sociale ha portato avanti da marzo ad oggi, si nota che ogni iniziativa presenta due punti fermi: la grande solidarietà dimostrata dall’associazione verso i più deboli e la costante presenza del consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione Stefano Schirru ad ogni uscita pubblica promossa dal presidente Serra. E, soprattutto, a diverse uscite private. “Ma Cagliari è piccola, ci si conosce un po’ tutti”, si schermisce Serra quando gli si domanda se frequenta il consigliere Schirru anche al di fuori degli appuntamenti istituzionali. Più ondivago il politico collega di partito del presidente Solinas: “Se frequento Serra anche al di fuori degli appuntamenti istituzionali? Ma questo è irrilevante”. Ma sì o no? “È irrilevante“.

Al centro Stefano Schirru (cons regionale PSA), sotto Salvatore Serra (Sardegna Sociale) in alto Francesco Ciaramella (cons comunale Forza Italia) – Foto FB

Sarà pure irrilevante, ma certo fa specie scorgere il presidente di un’associazione che avrebbe dovuto ricevere 780mila euro su esclusivo input della giunta Solinas, spuntare in una foto che lo ritrae con l’onorevole Schirru e il consigliere comunale di Forza Italia Francesco Ciaramella (tra i volontari di Sardegna Sociale) durante un’allegra arrostita a base di birra e salsiccia. A pubblicare l’istantanea sul proprio profilo Facebook, nel settembre 2018, un esponente del Partito Sardo d’Azione che ai post sui Quattro mori alterna quelli massonici della ‘Gran Loggia d’Italia degli Alam’, gli ‘Antichi accettati liberi muratori’. Archiviata l’allegra cena, a febbraio scorso Serra e Schirru sono di nuovo insieme in un locale poco fuori Cagliari per festeggiare un lieto evento – matrimonio, battesimo o cos’altro non si sa – in compagnia di altri sostenitori del PSA. Alle frequentazioni private, si aggiungono quelle pubbliche. Che testimoniano una contiguità forse non proprio opportuna.

Il 10 aprile scorso, ad esempio, Sardegna Sociale fa un salto all’ospedale cagliaritano Santissima Trinità e consegna decine di colombe pasquali ai vertici del nosocomio. “Sono destinate ai bimbi di Pediatria”, dichiara a favore di telecamera Salvatore Serra. Dietro di lui, con le buste in mano, il consigliere regionale del Psd’Az Stefano Schirru e il collega di partito Roberto Mura, vicesindaco della Città metropolitana designato qualche mese prima dal sindaco di Cagliari Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia). Al loro fianco, anche Scaramella. L’accoglienza? In pompa magna. C’è il numero uno della sanità in Sardegna, vale a dire il commissario dell’Azienda tutela salute Giorgio Steri (fratello dell’ex consigliere regionale dell’Udc Giulio) e il direttore del Santissima Trinità Sergio Marracini, medico ed ex consigliere regionale con trascorsi – a titolo esemplificativo – in Forza Italia, Udeur e Udc. Entrambi sono stati nominati dalla giunta Solinas. “Schirru invitato da noi? Non ricordo”, dice oggi Serra. Il politico ribatte a distanza: “Mi pare di essere stato invitato dall’associazione”.

Non è l’unico appuntamento pubblico che vede Serra e Schirru a stretto contatto. Pochi giorni prima delle elezioni Regionali 2019, entrambi disquisiscono sulle difficoltà del ‘fare impresa’ durante un convegno organizzato dall’esponente del Partito Sardo d’Azione in vista delle consultazioni elettorali. In apertura dei lavori, i saluti spettano a Serra, che parla come presidente dell’associazione ‘Giuseppe Mazzini’. Schirru figura come moderatore. C’è poi un convegno organizzato il 20 febbraio scorso da Sardegna Sociale sulla situazione carceraria in Sardegna. Il tema? L’annoso ‘Futuro oltre le sbarre’. Tra i relatori: Umberto Oppus, candidato non eletto del Partito Sardo d’Azione alle regionali 2019. Nella locandina viene indicato come ‘giornalista’, ma in quel periodo è già direttore generale dell’assessorato regionale all’Urbanistica guidato dall’esponente del Psa Quirico Sanna. Al suo fianco, c’è il consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione Stefano Schirru. Il quale, peraltro, è stato uno dei pochi messo al corrente della proposta di Sardegna Sociale premiata dalla giunta Solinas con 780mila euro. “Sì, ho visto il progetto. O meglio, me ne ha parlato il presidente Serra, anche perché tempo fa ho firmato una proposta di legge sull’autismo. Sui professionisti e sull’iter che ha determinato il finanziamento nell’assestamento di bilancio però, dovrebbe chiedere a loro…”.

Lo abbiamo fatto. E come visto, nemmeno il presidente di Sardegna Sociale conosce la procedura che avrebbe portato nelle casse della sua associazione 780mila euro. “D’altronde io vendo case – precisa Serra – mica so come si costruiscono”.

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