Si assottiglia la differenza nel consenso tra Lega e Partito Democratico che adesso sono separati da appena lo 0,6%. Il Carroccio, secondo gli ultimi sondaggi realizzati dall’Istituto Ixè, rimane il primo partito pur perdendo lo 0,1% che fa scendere il partito di Matteo Salvini al 22,3%, tallonato ormai dai Democratici che, crescendo dello 0,1%, si attestano al 21,7%. Per quanto riguarda la fiducia nei leader, Giuseppe Conte si conferma il primo nella graduatoria degli italiani, al 54%, seguito a un solo punto di distanza dal governatore del Veneto, Luca Zaia.

I partiti: Lega e Pd appaiati, Fratelli d’Italia perde lo 0,6%
Mentre i due principali partiti italiani rimangono stabili, con la distanza che si riduce allo 0,6% dei consensi, un sensibile calo lo registra Fratelli d’Italia, che invece era cresciuto nei mesi scorsi. La formazione di Giorgia Meloni si conferma terzo partito, ma scende al 16,3%, riavvicinandosi al Movimento 5 Stelle che però conferma di nuovo il calo, questa volta dello 0,2% rispetto a tre settimane fa, fermandosi al 15,6%. Staccata Forza Italia all’8,1%, seppur in salita di 0,4 punti percentuali.

Conte ancora primo leader ma avanza Zaia. Seguono Speranza e Meloni
Il presidente del Consiglio si conferma il leader che si guadagna la maggior fiducia da parte degli italiani, seguito dal governatore del Veneto che negli ultimi mesi ha conosciuto una rapida ascesa, anche a discapito del segretario del suo partito, Matteo Salvini. A ricoprire la terza posizione, ma staccato di 6 punti, al 47%, c’è un altro protagonista della gestione dell’emergenza Covid: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ben 11 punti sopra i consensi per Giorgia Meloni, al 36%. Dietro di lei, al 32%, Matteo Salvini, e Nicola Zingaretti, al 30%.

Gestione dell’emergenza: giusta la suddivisione in colori dell’Italia
Gli italiani si confermano molto preoccupati dall’evoluzione della pandemia nel Paese. L’87% degli intervistati si dice da ‘preoccupato’ a ‘molto preoccupato’ per la situazione sanitaria in Italia. Ma allo stesso tempo, il 52% del campione si dice a favore della suddivisione dell’Italia in tre zone di rischio. Solo il 26% ritiene questa strategia sbagliata, mentre il 22% non si esprime.

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