“L’orizzonte non è tornare a gennaio 2019, il nostro obiettivo non è tornare indietro. L’Italia pre-Covid era l’Italia delle diseguaglianze reddituali, di genere, territoriali. Era un sistema Paese che non rinneghiamo ma nel quale non si viveva bene. Serve una Italia nuova e non a caso partiamo dalla scuola“. Il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, apre la serie di incontri su scuola, imprese e sanità proiettando lo sguardo al futuro del Paese nell’era post-Covid.

Aprendo l’incontro I vaccini della scuola, il Dem ha parlato della necessità di pensare riforme che migliorino la vita degli italiani, sfruttando l’emergenza coronavirus come un’occasione per una presa di coscienza collettiva su quelle che devono essere le priorità della classe politica nei prossimi anni. E il primo settore da prendere in esame è proprio quello della scuola. “La particolarità che vogliamo dare a questi incontri è che non sono solo confronti o convegni, ma vorremmo dare una sponda di cambiamento a queste riflessioni”, ha precisato.

“Con il Covid anche in questo campo è caduto un velo su alcune fragilità del sistema Paese – ha spiegato – Serve un’Italia nuova e non a caso partiamo dalla scuola. Prima del Covid, 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studiavano, non lavoravano e non erano in formazione. Il 22%. Un Paese che non aggredisce questo non può chiamare il proprio futuro rinascita, ma restaurazione di un qualcosa che non ci piace. Per questo dobbiamo partire dalla scuola, dare centralità”.

E il futuro dell’istruzione dovrà essere un elemento da tenere in considerazione anche per decidere come verranno sfruttati i fondi in arrivo grazie al programma di aiuti europeo Next Generation Eu: “Siamo alla vigilia di una programmazione economico finanziaria che l’Italia non ha mai conosciuto negli ultimi 50 anni. Le risorse del Next Generation Eu danno al sistema Paese un’occasione quasi unica e noi non vorremmo viverla in solitudine, ma con molta umiltà e determinazione, ascoltando e poi trasformando le idee migliori in fatti concreti”, ha detto prima di tornare a punzecchiare, come già fatto nelle scorse settimane, le opposizioni più dure come Lega e Fratelli d’Italia, senza però alcun riferimento esplicito. “È difficile perché si rincorrono i like ai tweet o l’intervista polemica che insulta qualcuno, ma noi vorremmo distinguerci anche in questo. È questo il nostro modo di dare sicurezza alle persone”, ha aggiunto.

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