Il caso della sanità in Calabria resta in sospeso, dentro il governo e fuori dal governo. Dopo l’uscita di scena del commissario Saverio Cotticelli, non è ancora finita la serie di comportamenti controversi del suo sostituto Giuseppe Zuccatelli, appena nominato dal ministro Roberto Speranza, che dopo il video di maggio in cui sosteneva che per contagiarsi serve un bacio con la lingua per un quarto d’ora nei giorni scorsi ha deciso di replicare a una richiesta di intervista a un programma di Rai3 inviando un link con un articolo contro le mascherine (non proprio uno spot che fotografa la linea del ministero). In tutto questo, tra l’altro, resta incompreso il ruolo – eventuale – di Gino Strada che la scorsa settimana era stato chiamato direttamente dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte su input in particolare del M5s, una parte del quale ha contestato la nomina di Zuccatelli. E oggi il fondatore di Emergency affida a facebook una lettera aperta sulla situazione di indecisione. “Ho sentito qualche commentatore dire che – dopo tanti giorni – dovrei ‘decidere se accettare o meno l’incarico’. Non sono in questa condizione perché dopo quei primi colloqui non mi è stata fatta alcuna proposta formale“.

Strada racconta quello che era emerso dai retroscena: “Ho chiesto alcuni chiarimenti sul mandato e sulle modalità di lavoro, ponendo una condizione fondamentale: non sono disponibile a fare il candidato di facciata né a rappresentare una parte politica, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fossero la volontà e le premesse per un reale cambiamento“. Il fondatore di Emergency precisa di non avere “nulla da recriminare nei confronti del governo che ha ovviamente facoltà di scegliere il candidato che ritiene più adatto a questo incarico”. “Non voglio però neanche alimentare l’equivoco di una mia indecisione – sottolinea – Da medico, ritengo che in un momento di grave emergenza sanitaria per il nostro Paese, tutti debbano dare una mano e con questo spirito avevo messo a disposizione il lavoro mio e di Emergency che già opera da 15 anni in molte regioni italiane, Calabria inclusa. Nel frastuono delle tante voci di questi giorni, ho avuto anche l’occasione di sentire la fiducia e la voglia di fare di tanti cittadini, calabresi e non, infermieri e medici e rappresentanti delle istituzioni, che ringrazio per il sostegno e per l’apprezzamento che hanno dimostrato per il lavoro mio e di Emergency”.

Ieri tra gli altri sul tema aveva preso la parola il sindaco di Milano Giuseppe Sala, amico di Strada: “Gino è un medico, innanzitutto – aveva scritto Sala su Instagram – Ha dedicato la sua vita alla cura di tante comunità, spesso in luoghi difficilissimi. Ha sempre dimostrato grandi capacità organizzative, e questo è un fatto”. Per questo, aggiunge, “mi sembrava positivo che potesse dare il suo contributo al sistema sanitario calabrese. Ma ora sembra che tutto si stia riducendo ad uno sterile balletto politico”. Il fatto è che “se c’è davvero bisogno, so che lui c’è. Ma che nessuno giochi con persone come Gino, che nella vita ha fatto cento volte di più di chi ora fa lo spiritoso”.

Anche Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia e senatore calabrese, aveva spinto per una decisione rapida: “La Calabria si trova in zona rossa soprattutto per i dati assolutamente negativi di uno dei famosi 21 criteri di valutazione, quello relativo alla sua offerta sanitaria. Dal 2010 tutti i commissariamenti, per motivi che ora non serve indagare, hanno mantenuto, se non peggiorato, una situazione già penalizzante, drammatica, in partenza. Ora c’è la possibilità di cambiare. Ora”. Il post su facebook era corredato da una foto di Strada.

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