Acqua, luce e gas: dal 1° gennaio 2021 a pagare le bollette delle utenze saranno anche i proprietari delle case inagibili all’interno del cratere sismico. Addebitati i costi fissi in assenza di consumi, non c’è pace per i terremotati delle Marche. Una beffa a oltre quattro anni dalle scosse che hanno ucciso più di 200 persone e messo in ginocchio quattro regioni.

La tanto bramata ricostruzione stenta a partire, sul terreno resta ancora una cospicua parte delle macerie prodotte dalle scosse di agosto e ottobre 2016 e a pagarne le spese sono proprio i terremotati. Nello specifico, le circa 10mila famiglie interessate dalla questione. La recente decisione di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti, di far pagare le utenze anche a chi possiede una casa inagibile fa discutere e ha lasciato perplessi in molti. A partire dal Governo che nel cosiddetto Decreto Agosto (all’articolo 57, comma 18 lettera B del decreto legge 104/20) aveva inserito la possibilità di prorogare oltre il 31 dicembre prossimo le agevolazioni per chi dentro casa non è più rientrato.

Arera ha deciso di infischiarsene comunicando ufficialmente le sue intenzioni: “È opportuno non procedere a una ulteriore proroga delle agevolazioni oltre la fine del 2020 – si legge in un passaggio dell’atto – in considerazione dell’esigenza di non far gravare eccessivamente sul sistema e sulla generalità degli utenti e dei clienti finali non colpiti dal sisma. Il tutto in un’ottica di uniformità di trattamento, un allineamento temporale rispetto alle misure di tutela già previste per le popolazioni coinvolte in altri eventi calamitosi a cui non sono state applicate agevolazioni di natura tariffaria per un periodo superiore a 36 mesi”.

L’Arera si affida a un concetto di equità: se non posso prendere i soldi da una fetta di contribuenti le somme mancanti le devo distribuire tra gli altri utenti. Ma qui si parla di migliaia di famiglie devastate da un terremoto e da allora costrette a vivere con soluzioni di emergenza. Inoltre, ogni calamità di questo tipo ha una storia e delle tempistiche tutte sue. Il sisma tra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo non sarà certo ricordato tra i più virtuosi a livello di tempi di reazione. La decisione presa dall’Autorità che gestisce le utenze ha suscitato diverse reazioni, tra cui quella del Commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, sebbene dalla sua posizione non possa modificare la scelta fatta dall’Autorità: “La decisione di Arera mi ha sopreso. Personalmente ho sollecitato l’Autorità, oltre ad Enel – dice Legnini -, ad applicare una proroga sul pagamento delle utenze per le case inagibili. Al tempo stesso ho provato a spingere affinché si trovasse uno strumento normativo in sede parlamentare e questa spinta continuo a sostenerla. Ai sindaci del cratere, inoltre, avevo suggerito di aiutare i cittadini a formulare le domande per la proroga. Spero che Arera possa tornare sui suoi passi”.

Chi può aiutare in qualche modo i cittadini coinvolti dalla scelta fatta da Arera è l’Adiconsum, una delle principali associazioni dei consumatori: “Si tratta di un provvedimento inatteso che ha gettato nello sconforto le oltre 10.700 famiglie marchigiane che dal 2016 hanno dovuto lasciare la propria casa dichiarata inagibile – spiega Alessandra Fioravanti, responsabile della sede territoriale di Macerata di Adiconsum Marche – Stiamo chiedendo chiarimenti ad Arera, lavoriamo senza sosta su questo fronte per aiutare i cittadini da cui ci arrivano tantissime segnalazioni. L’argomento usato da Arera per giustificare l’adozione del testo, ossia quella di non gravare sulla collettività, la ritengo poco credibile. Visto quanto scritto nel Decreto Agosto l’Autorità poteva tranquillamente concedere la proroga sulle agevolazioni tariffarie nei confronti delle famiglie più colpite”.

Le famiglie in questione si troveranno a pagare i costi fissi della singola utenza, tra 5 e 10 euro a bolletta. I sindaci del cratere non sembrano aver preso bene la notizia. Così come il Commissario Legnini, anche loro non possono modificare il provvedimento di Arera, ma il loro punto di vista è importante: “Sono arrabbiatissimo – attacca Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto -, è un abuso che non posso accettare. Arera non ci ha avvisato e quando abbiamo chiesto un incontro per entrare nel dettaglio della decisione non sono arrivate risposte. Ci faremo sentire”. Meno duro, ma non per questo a favore della misura che obbligherà migliaia di famiglie a pagare le bollette di casa senza effettivamente viverci dentro, il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci: “Il provvedimento nel mio territorio influirà per pochissime famiglie visto che la quasi totalità degli edifici sono crollati. I proprietari, tra cui il sottoscritto, hanno tolto i contatori che hanno cessato di funzionare dopo l’ordinanza di demolizione. Castelsantangelo è stato uno dei Comuni più danneggiati del cratere, come Amatrice e Arquata. Detto questo, ritengo la misura di Arera un’assurdità, far pagare le bollette sul consumo zero non ha senso”.

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