“Tutti gli ospiti sono chiusi nelle rispettive stanze ed hanno bisogno di assistenza, non sappiamo come fare. Fate presto”. L’sos è del presidente della residenza per anziani Santa Caterina di Fabriano Giampaolo Ballelli che si è rivolto al prefetto di Ancona dopo che la struttura ha registrato un ulteriore balzo del numero di ospiti positivi al Covid che sono saliti a 52 su 55 (+10) e tra i 40 dipendenti (tra cui infermieri e operatori sociosanitari) 30 sono risultati contagiati, mentre altri 5 sono in malattia.

“Abbiamo a disposizione solo quattro figure fra infermieri e oss. Se non ci inviano personale, esercito o protezione civile, da domani mattina non riusciremo a garantire i livelli minimi di assistenza“, ha scritto Ballelli. Da un controllo, mercoledì, da parte del Dipartimento di prevenzione di igiene e Sicurezza negli ambienti di vita della Regione Marche, è risultato che “sono state attivate tutte le linee guida nazionali e regionali -, spiega ancora il presidente – ma il virus si è diffuso e ci troviamo in questa drammatica situazione, siamo in codice rosso”.

SUSA FINISCE IN PROCURA – Una situazione oltre la disperazione, insomma, che riporta il calendario indietro di 8 mesi. Non va meglio a Torino, dove la procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta riguardante una Rsa di Susa, la San Giacomo, che si aggiunge ai numerosi esposti o segnalazioni, a seguito dei quali sono stati aperti dei fascicoli K, senza ipotesi di reato e indagati. A seguito dell’esecuzione dei tamponi su ospiti e personale nei giorni scorsi, sono emersi circa un centinaio di positivi su 190 posti letto. Si tratta di 81 anziani e 25 membri del personale, molti dei quali asintomatici, la cui positività è stata segnalata alla procura dai carabinieri.

Il fascicolo sulla Rsa valsusina si aggiunge ai molti altri dei quali la magistratura torinese si sta occupando. Più di una trentina quelli aperti, per lo più dopo segnalazioni e denunce, in relazione a diversi aspetti legati all’emergenza sanitaria in corso. La maggior parte sono senza ipotesi di reato, ma non mancano quelli che ipotizzano, al momento senza indagati, l’omicidio colposo. Oltre una ventina, invece, quelli seguiti dai magistrati di Ivrea, secondo procura della provincia di Torino.

I CASI VOLANO, SILERI CHIEDE I TEST SALIVARI ALL’INGRESSO – Quello di Susa è soltanto l’ultimo di una serie di casi di Rsa tornate al centro dell’emergenza Covid, tanto che oggi il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha sollecitato l’utilizzo di test salivari rapidi per chiunque entra in queste strutture. Gli esempi di giornata non mancano. Mentre in Veneto si registra la positività di 19 persone in una Rsa di Povegliano (Tv), 15 tra i 22 ospiti della residenza, 4 tra i 21 operatori sanitari della struttura, in Emilia Romagna sono emersi due nuovi focolai. Alla Quadrifoglio di Carpi (Modena), risultano contagiate 65 persone: 30 tra il personale, 35 nell’utenza. La cooperativa che gestisce la struttura ha avviato indagini epidemiologiche, dopo la prima positività. Apprensione anche a Lugo (Ravenna), dove, come ha annunciato il sindaco Davide Ranalli, ci sono 50 contagiati, tra degenti e operatori alla struttura Don Cavina.

GLI ASINTOMATICI DEL MOLISE BLINDATI IN STRUTTURA – Almeno 20 tra ospiti e operatori della Residenza per anziani Samnium di Vinchiaturo (Campobasso) sono invece risultati positivi, ma tutti asintomatici. La Direzione della struttura “già da ieri sera ha messo in atto tutte le misure necessarie per il contenimento del rischio di contagio sia all’interno della stessa che per la cittadinanza di Vinchiaturo. Ho già emesso – ha fatto sapere il sindaco – apposita ordinanza cautelativa che dispone l’immediato divieto di accesso e di uscita dalla residenza per anziani ed impone il rispetto rigoroso di tutte le norme di contrasto alla diffusione del virus”. Tra gli ospiti della casa di riposo risultati positivi al tampone “non ci sarebbero coloro che abitualmente frequentano il centro abitato che, quindi, risultano negativi” e che “da almeno 8 giorni le visite presso la suddetta Residenza per Anziani erano sospese e che, in precedenza, venivano effettuate a distanza e con i presidi di sicurezza”.

Situazione apparentemente analoga a Volturara Irpina, in provincia di Avellino. Dallo screening disposto dopo un caso di positività tra gli operatori della residenza sanitaria, è emersa la positività al Covid di 72 tra operatori e ospiti su 82 tamponi eseguiti. Nadia Manganaro, sindaco di Volturara Irpina, rassicura la cittadinanza: “I nostri cari anziani sono al momento in buono stato di salute e costantemente monitorati dai sanitari” e “in egual modo gli operatori, 18 dei quali residenti a Volturara, stanno bene e sono del tutto asintomatici“. Sono in corso le indagini epidemiologiche previste e, aggiunge Manganaro, “stiamo emanando i decreti di isolamento per tutti coloro che sono venuti in contatto con le persone risultate positive”.

In Umbria gli ospiti delle residenze per anziani che risultano contagiati dal Covid sono 159. Il dato è stato fornito nel corso della conferenza stampa settimanale del commissario per l’emergenza Antonio Onnis dalla referente Rsa per Usec, Ilaria Vescarelli. Colpiti dal virus – è stato spiegato – 69 tra oss e altro personale, tre infermieri e due medici. “Tutte le strutture – ha sottolineato Vescarelli – vengono seguite dalle Usca e controllate con tamponi pressoché quotidiani”.

FEDRIGA STANZIA 8 MILIONI DI RISTORO – E mentre il Friuli decide di stanziare 8 milioni di euro a ristoro delle maggiori spese sostenute dalle residenze anziani e disabili a causa del coronavirus, in Toscana l’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia ha chiesto alla Regione un tavolo tecnico per risolvere “il problema della carenza di personale di assistenza, in particolare nelle Rsa e nelle Rsd” e il Nursind regionale denuncia “oltre 500 operatori del sistema sanitario toscano contagiati dal Covid19 nel solo mese di ottobre, focolai inimmaginabili nelle Rsa e carenza di personale”.

PENSIONATI LOMBARDI: “NIENTE TRAGEDIA BIS” – Intanto in Lombardia SPI FNP UILP hanno annunciato una mobilitazione tra fine novembre e i primi di dicembre. L’obiettivo delle manifestazione è la forte preoccupazione per la risalita dei contagi e per il crescente numero di focolai all’interno delle strutture sociosanitarie residenziali per anziani, e la richiesta che quanto successo tra marzo e aprile scorsi non si debba più ripetere. “La tragedia che si è consumata la scorsa primavera all’interno delle strutture per anziani – si legge in una nota unitaria diffusa dai sindacati nazionali – non può e non deve ripetersi. Bisogna intervenire immediatamente, mettendo in sicurezza tutte le strutture e garantendo la presenza di personale adeguatamente formato. Bisogna attuare piani di ricollocamento degli ospiti positivi al virus, che devono essere trasferiti in strutture idonee, per non trasformare le case di riposo in lazzaretti. Occorre inoltre garantire agli ospiti delle strutture la possibilità di restare in contatto con i propri parenti, anche attraverso gli strumenti digitali, perché i danni provocati dell’isolamento e dalla solitudine sono enormi, soprattutto per chi soffre di malattie cronico degenerative come le demenze”.

In Lombardia, dicono i segretari regionali delle sigle sindacali, “siamo ancora in attesa della convocazione dell’Osservatorio per le RSA, richiesta effettuata da almeno 8 mesi, mentre per quanto riguarda l’ingresso dei parenti nelle Case di Riposo, ricordiamo che Francia e Germania, che hanno già attuato il lockdown, permettono l’ingresso ai parenti dietro l’effettuazione del tampone. Cosa vieta che simili prassi siano adottata anche in Lombardia?” Secondo i sindacalisti dei pensionati “appare ancora più chiaro che l’intero sistema delle strutture residenziali sociosanitarie per anziani va profondamente riformato”.

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