Ci voleva il Covid per convincere insegnanti, studenti e genitori a usare il libro digitale. O almeno a provarlo. Il mondo dell’editoria scolastica ha due momenti ben precisi: pre e post lockdown. Prima dell’emergenza sanitaria, secondo un’indagine dell’osservatorio Associazione italiana editori e ministero dell’Istruzione, solo il 5,3% dei libri adottati veniva attivato nella sua versione digitale, con un accesso medio di poco meno di sei volte nel corso dell’anno scolastico. Durante l’emergenza, invece, sempre a detta dell’Aie circa 2 milioni di ebook sono stati scaricati dagli studenti italiani: in pratica un ragazzo su tre ha scaricato almeno un libro di testo in digitale nel periodo di riferimento, raddoppiando il numero complessivo degli ebook scaricati durante tutto l’anno scolastico precedente. Un primo passo verso la rivoluzione della didattica, resa possibile anche grazie alla piattaforma “Zaino digitale” che unisce oltre 80 marchi editoriali che fanno capo a 16 gruppi, dando agli studenti la possibilità di accedere, utilizzando un’unica email e password, ai siti degli editori scolastici che aderiscono al progetto su cui consultare i contenuti digitali integrativi ai libri di testo. Anche se i problemi non mancano: dall’assenza di un’app che faciliti l’accesso da smartphone e tablet alle difficoltà di fruizione e lettura dei testi segnalate da molti docenti.

Zaino digitale tra problemi e numeri in crescita – Con l’inizio dell’anno scolastico, “Zaino Digitale” ha avuto un boom di accessi, con circa 1.500 registrazioni al giorno: un numero così alto che ha convinto i promotori dell’iniziativa ad aumentare la connettività. Non sempre, infatti, in queste ultime settimane è stato facile accedere alla piattaforma gestita dall’Aie. Chi ha provato a registrarsi si è trovato bloccato: “Un incidente informatico – spiegano i tecnici della piattaforma – ha creato qualche problema ma nel giro di 24 ore è stato tutto risolto. Ad oggi sopportiamo 4mila accessi contemporanei al secondo ma tendiamo ad aumentare questo numero”. Peccato che, almeno per adesso, non esista un’app per poter accedere più facilmente alla piattaforma: l’Aie garantisce che è in programma, sottolineando che il sito è comunque già adesso “responsive”, cioè facilmente consultabile su telefonino o tablet. I gestori di “Zaino Digitale” ammettono inoltre che il processo di registrazione è un po’ farraginoso, ma sui tempi di download dei libri tutto dipende dai siti degli editori e dalla connessione di chi accede.

Bonfanti (Aie): “4,4 milioni di materiali scaricati durante il lockdown” – Giovanni Bonfanti, vice presidente dell’Aie, si dice comunque soddisfatto: “La piattaforma esiste da tre anni e continua a crescere”. Stando ai dati, negli ultimi cinque anni l’adozione del libro misto (versione che comprende una parte cartacea e una digitale accompagnata da contenuti digitali integrativi, senza aggravio di costo per l’utente) è passata dal 70% al 92%, mentre il libro di testo completamente digitale (il cosiddetto ebook) è rimasto pressoché stabilmente fermo all’1%. “Tutto è cambiato – spiega Bonfanti – con la didattica a distanza. Lo scorso mese d’aprile abbiamo svolto un’ulteriore indagine per capire cos’è successo dal 24 febbraio (data di chiusura delle scuole in Lombardia, ndr). Nella scuola primaria un alunno su cinque (il 21%) ha scaricato il libro di testo in versione digitale. Percentuale che si accentua con il procedere della scolarizzazione: il 38% degli studenti della secondaria di primo grado ha scaricato libri e il 34% nella secondaria di secondo grado. Complessivamente i materiali digitali scaricati dalle piattaforme degli editori scolastici dal 24 febbraio al 7 di aprile sono stati circa 4,4 milioni”.

La chiave è la didattica integrata – Gli editori hanno toccato con mano questo fenomeno, anche se la strada da percorrere è ancora lunga. Lo sa ben Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato De Agostini Scuola: “La richiesta di una dotazione esclusivamente digitale è molto contenuta, non ha di fatto mai superato l’1% delle nostre vendite. È invece ormai estesissimo l’uso dei corsi che abbinano carta e digitale, che superano il 95% delle nostre vendite. In questo ambito l’utilizzo delle componenti digitali cresce costantemente e la diffusione delle pratiche di didattica integrata, resa necessaria dal contesto Covid, ha determinato una ulteriore accelerazione”. Nessuna ritrosia da parte degli editori, spiega Pulvirenti: “La carta resterà molto a lungo. E non è una difesa corporativa: la nostra casa editrice, come la più parte delle altre, non svolge direttamente attività di stampa, produce contenuti e servizi, indipendentemente dal supporto attraverso cui verranno distribuiti e fruiti. I nostri sforzi e i nostri progetti sono rivolti a combinare nel miglior modo possibile le potenzialità della carta e del digitale insieme, per aiutare chi è impegnato nella didattica e per favorire in ogni modo i processi di insegnamento e apprendimento”.

L’iniziativa di Chiarelettere – A investire sull’online è anche “Chiarelettere”, che proprio in questi giorni ha lanciato la collana “Ri-creazioni”, per dare una mano agli insegnanti sull’onda della legge che ha reintrodotto l’educazione civica a scuola. La Costituzione, l’antirazzismo, l’ambiente e il nuovo modo di fare informazione sono solo alcune delle tematiche analizzate nella collana e raccontate da autori di provenienza e sensibilità molto diverse tra loro. Il primo libro, uscito il 10 settembre, l’ha firmato Gherardo Colombo e si intitola “Anche per giocare servono le regole”. Ma la grande novità di questa collana è rappresentata dal sito www.ricreazioni.eu con contenuti extra, news e contributi esclusivi degli autori. L’idea è quella di fornire materiali per arricchire e approfondire la lettura individuale dei volumi e il loro utilizzo sul piano didattico: spunti per lezioni, per attività e per ricerche da proporre alle classi per rielaborare e discutere le tematiche proposte dagli autori. A spiegare il senso del nuovo lavoro di “Chiarelettere” è il suo editore Lorenzo Fazio: “Su questo sito ci sono strumenti pensati per i docenti. Sono contenuti curati da Enrica Bricchetto, insegnante, media educator e collaboratrice del Cremit dell’Università Cattolica di Milano, impegnata da anni nelle lezioni a distanza. L’interazione online si deve basare sulla partecipazione attiva dei ragazzi. Pensiamo che questa collana debba essere sostenuta con il coinvolgimento dei docenti e la piattaforma deve servire a creare una comunità di persone che possano usufruire di questo sito e sentirsi parte tutti quanti. Per quanto riguarda i libri, abbiamo abbiamo puntato su dei testimoni significativi: Claudio Marchisio, Valentina Petrini e Ugo Biggeri, fondatore di Banca Etica. L’idea della collana è di poter comunicare un messaggio: le cose si possono cambiare, sta a noi che siamo protagonisti della vita”.

“La tecnologia può aiutare” – A confermare le difficoltà ma anche il boom del libro 2.0 è anche Paolo Giuliani che segue l’area dei contenuti digitali della casa editrice “Raffaello”: “Per un maestro abituato ad usare le fotocopie è un mondo nuovo. Per fortuna le nuove generazioni di insegnanti stanno spingendo verso il cambiamento. Durante il lockdown ci si è resi conto che la tecnologia può aiutare e che il libro digitale può essere usato con facilità. In quel periodo noi abbiamo registrato un picco massimo di oltre il 2mila % di accessi all’applicazione che permette di scaricare i nostri libri”. Saverio Todaro, responsabile dei servizi digitali gruppo La Scuola Sei testimonia l’impegno degli editori in questa fase di pandemia: “Da mesi abbiamo reso accessibili gratuitamente tutti i nostri libri digitali. Abbiamo inoltre puntato sulla formazione della nostra rete di distributori e su quella degli insegnanti organizzando molti webinar”.

Il parere dei prof – E chi usa i libri che ne pensa? Anna Fiorillo, insegnante e mamma racconta di qualche difficoltà a scaricare i libri digitali: “I contenuti digitali della “Pearson” non si riescono ad utilizzare sul tablet. Mia figlia è riuscita a trovare una soluzione ma in maniera strana: lei è molto abile con le tecnologie, ha risolto, bypassando il sistema Android. Ha utilizzato un video di TikTok, ha scaricato un’app dedicata e adesso funziona”. Ad evidenziare le difficoltà ad usare la piattaforma ideata dall’Associazione italiana editori è anche la docente Giovanna Pinazzi: “Nella precedente scuola con ‘Zaino digitale’ era tutto molto ‘pesante’: girare le pagine non era una passeggiata, senza contare le diverse richieste di autorizzazione (genitore e poi alunno, ma con accesso solo per l’alunno). Quest’anno nella nuova realtà dove insegno usiamo i testi di “Raffaello” in digitale: veloce l’accesso e con un’app semplice senza complicazioni”. Anche Barbara Bottazzi boccia i libri digitali: “Io li uso ma li trovo lenti e scomodi per le visualizzazioni. Il libro classico è più pratico”. A promuovere il testo digitale, invece, sono le insegnanti Monica Capo, Cristina Berti e Valentina Bartollio che dicono di trovarsi “benissimo” con l’online. Dagli studenti arriva una riflessione ancora più profonda: “Se non ci sono i dispositivi – spiega Federico Allegretti, coordinatore della “Rete degli Studenti medi”. – non possono essere usati i libri digitali. Inoltre si affossa il mercato dell’usato, quindi i costi in realtà rimangono gli stessi”.

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