L’Italia è il Paese che ha meno fiducia nell’Unione europea tra tutti i 27 Stati membri: solo il 28% degli intervistati dice di credere nel lavoro delle istituzioni di Bruxelles. Un crollo del 10% rispetto alle rilevazioni dell’autunno scorso, inferiore solo a quello fatto registrare dalla Bulgaria che, comunque, ha mantenuto una percentuale del 48% di cittadini fiduciosi rispetto al lavoro svolto dall’Ue. È quanto emerge dall’ultimo report Eurobarometro della Commissione Ue realizzato tra luglio e agosto, subito dopo la prima ondata di coronavirus nel continente.

Fiducia nell’Ue: Italia fanalino di coda
Secondo il sondaggio a livello europeo, il nostro Paese è quello in cui la fiducia nei confronti dell’Ue ha raggiunto la soglia più bassa. Se la percentuale generale nei 27 Stati membri cala del 3%, in Italia il crollo fa registrare un -10% rispetto all’autunno. Vicini ai numeri italiani solo la Francia, con il 30% dei cittadini che si dichiara fiducioso, la Grecia, al 32%, e la Repubblica Ceca, al 35%. Tra quelli che ripongono maggiore fiducia nelle istituzioni di Bruxelles ci sono invece l’Irlanda, al 73%, la Danimarca, al 63%, e la Lituania, al 59%.

Se si guardano le percentuali di coloro che hanno invece dichiarato di essere sfiduciati, gli italiani sono al secondo posto con una percentuale del 61%. Peggio fa solo la Grecia, al 66%, mentre seguono la Francia al 57% e la Repubblica Ceca al 56%.

Se, come detto, il calo di fiducia è stato generalizzato e particolarmente marcato in Bulgaria e in Italia, ci sono altri Paesi che, in epoca di Covid, hanno visto aumentare questo valore tra i loro cittadini. Un esempio sono l’Irlanda, con un +15%, la Polonia, con un +7%, o la Croazia, con un +6%.

Senso di appartenenza all’Ue: anche qui l’Italia all’ultimo posto
Se si scorrono le varie tematiche toccate dal report, anche sul senso di appartenenza all’Ue l’Italia fa registrare il risultato peggiore: solo il 48% dei cittadini si sente effettivamente europeo, seguiti dalla Bulgaria (52%), Grecia (54%) e Francia (59%). Le percentuali più alte si registrano invece in Irlanda e Lussemburgo, all’89% su una media europea del 70%, seguiti dalla Polonia (83%).

In questo contesto, chi si dice “totalmente non europeo” è ben il 51% degli italiani, anche in questo caso il peggior risultato tra i 27, seguiti dai greci (46%) e dai bulgari (45%).

Lotta al Covid: solo il 36% degli italiani è soddisfatto delle misure messe in campo dall’Europa
Alla domanda sulla soddisfazione per le misure intraprese dall’Ue sulla lotta al Covid, solo il 36% degli italiani esprime un parere favorevole. Peggio fanno solo la Repubblica Ceca (35%) e la Francia (33%). Molto soddisfatti invece l’Irlanda (71%), oltre a Polonia, Romania e Ungheria (60%), con la media europea che si ferma al 45%.

Tra i cittadini Ue le priorità che l’Europa dovrebbe tenere in considerazione di fronte alla pandemia sono condivise: secondo il 35% degli italiani e il 37% degli europei la prima cosa che Bruxelles dovrebbe fare ora è reperire le risorse finanziarie per trovare un vaccino. Vi è poi la necessità di sviluppare una strategia per affrontare una crisi simile in futuro (richiesta dal 33% degli italiani e dal 37% degli europei) e di dotarsi di una politica comune per la sanità (31% italiani, 30% europei).

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