Nella corsa contro il tempo delle Regioni per l’ampliamento dei posti in rianimazione destinati ai pazienti Covid, dai medici della Valle d’Aosta arriva un grido di aiuto. “Le strutture sono sempre le stesse e i professionisti della sanità sono stanchi e già provati dalla precedente ondata” scrivono in un comunicato le principali sigle sindacali dei medici (Anaao Assomed, Aaroi Emac, Anpo, Cimo, Fesmed, Cgil-Medici, Fassid, Fp-Cisl, Fvm-Sivempai). Del prefabbricato di quasi mille metri quadrati, annunciato lo scorso luglio, per potenziare l’ospedale Parini di Aosta oggi non c’è ancora l’ombra. “Viene chiesto nuovamente di impegnarsi, come è giusto che sia, ma operando in un contesto strutturale (l’ospedale) e organizzativo di fatto immodificato – mettono nero su bianco i medici -. Perciò, ancora una volta, sarà difficilissimo garantire quelle prestazioni sanitarie che hanno permesso, solo pochi mesi fa, di prendere in carico tutti i nostri ammalati”. Affermazioni che spaventano. Ma che fine ha fatto il progetto della struttura prefabbricata da 7,9 milioni di euro con pronto soccorso, otto nuovi posti di terapia intensiva e altri nove di terapia subintensiva? L’assessore alla Salute della Valle d’Aosta, Mauro Baccega, contattato da Ilfattoquotidiano.it, ha dichiarato che “il centro Covid non sarà pronto prima della primavera 2021”. Fuori tempo massimo, considerata la forte recrudescenza dei contagi da coronavirus che si fa già sentire. “Sarà durissimo affrontare in queste condizioni l’autunno e l’inverno”: lo ammette anche Baccega.

Il ritardo della realizzazione del prefabbricato sembra essere una questione di filiera. “Soltanto la settimana scorsa è arrivata la delega dal commissario Arcuri per indire la gara d’appalto per il piano di interventi – ci spiega l’assessore uscente della Valle d’Aosta. Il progetto era stato approvato i primi di luglio nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera dalla giunta regionale. Nel frattempo, il 4 luglio, avevamo inviato delle modifiche al ministero della Salute che sono state approvate il 20 luglio. In pratica la struttura è passata dai tre livelli previsti a due, perché il nuovo blocco del pronto soccorso verrà annesso a quello del Parini”. Gli uffici di Arcuri erano in attesa di documentazione aggiuntiva relativa all’opera senza la quale il commissario straordinario per l’emergenza non avrebbe potuto procedere con la delega. I lavori per l’allestimento del container al servizio del triage di pronto soccorso patiranno fra un mese, assicura Baccega. Ma sarà sempre troppo tardi per far fronte all’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia.

I posti letto destinati ai pazienti Covid all’ospedale Parini di Aosta sono contatissimi, anche se le disponibilità sono raddoppiate rispetto alla fase pre-emergenza. “Il reparto di Neurologia è stato tutto quanto dedicato ai malati di Covid e tutti i 16 posti letto al momento sono occupati – riferisce al Fatto.it Riccardo Brachet, segretario dell’Anaao valdostana -. Nel reparto di Malattie infettive, su 15 posti letto, nove sono occupati per Covid, uno per altra patologia e cinque vuoti, mentre in Rianimazione rimangono tre posti liberi su 15”. D’ora in poi inoltre saranno sospesi tutti gli interventi chirurgici in elezione, cioè quelli programmati, non urgenti. A questo scenario si somma la carenza di personale. “Mancano in organico 60 unità – calcola Brachet -, di cui la metà degli infettivologi, cioè tre su sei previsti, due pneumologi, quattro medici di medicina d’urgenza e cinque anestesisti”.

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