Picco di contagi in Gran Bretagna, dove secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità sanitarie sono 7.143 le persone risultate positive nelle ultime 24 ore, dopo due giorni di rallentamento dovuto anche alla raccolta statistica parzialmente ritardata del weekend, e a fronte di circa 200mila test eseguiti. Un record, questo, che non si registrava da quattro mesi Oltremanica. Si impenna anche il numero delle vittime giornaliere che sale a 71, di gran lunga la cifra più alta da prima dell’estate. Così nel nord-est del Paese, l’area più colpita dal virus nelle ultime settimane, sono in arrivo nuove restrizioni: da domani sarà vietato qualunque raduno privato e non lavorativo fra persone che non vivono nella stessa casa, mentre nel resto dell’Inghilterra sono invece possibili incontri fino a un massimo di 6 persone. Multe da 200 sterline alla prima trasgressione certificata, per poi raddoppiare a ogni recidiva fino a un massimo di 6.400. Decisione che ha rinfocolato le polemiche interne, anche fra i Tory, sollevate da quando è stata prospettata la possibilità di un nuovo lockdown.

Rimane particolarmente grave la situazione in Israele riguardo alla pandemia di coronavirus. Il Paese ha superato anche gli Stati Uniti nel rapporto tra morti e numero di abitanti: il tasso è di 3,5 vittime per milione di persone, mentre negli Usa è di circa il 2,2. Ed è anche tra i primi Paesi al mondo per numero di nuovi contagi giornalieri, sempre in rapporto alla popolazione, tanto da diventare anche il primo Stato a entrare in un secondo lockdown che si protrarrà almeno fino all’11 ottobre, anche se il premier Benjamin Netanyahu ha già annunciato che verrà prolungato: durerà probabilmente “più di un mese”, ha detto, e potrebbe “volerci molto più tempo”.

Anche in Germania, alla luce dell’aumento dei casi, lo Stato e i Länder vogliono limitare il numero di partecipanti alle feste: in spazi chiusi non potranno essere più di 25, in spazi aperti non più di 50. È quello che emerge da un documento in vista dell’incontro in cancelleria fra Angela Merkel e i governatori. La leader tedesca ha espresso forte preoccupazione per la diffusione dell’epidemia nel Paese e in Europa e parlando ieri al direttivo della Cdu ha messo in dubbio, fra l’altro, l’efficacia delle misure prese nella capitale, dove il virus prende terreno.

A Mosca invece sono stati registrati 2.300 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, il dato più alto dal 31 maggio. Il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin, ha emanato un decreto per far rimanere le scuole chiuse dal 5 al 18 ottobre.

Anche a New York i casi sono in aumento e il governatore Andrew Cuomo minaccia chiusure mirate per contenere il virus. “Saranno mirate ai focolai identificati”, ha spiegato riferendosi soprattutto alla possibile chiusura delle attività non essenziali e al divieto di assembramento oltre le dieci persone.

Israele – Il numero delle vittime ha superato le 1.500 (1.507) e i dati del ministero della sanità indicano oltre 500 decessi solo nelle ultime tre settimane. Il numero dei malati gravi è arrivato a 755 e, di questi, 207 sono in ventilazione assistita. I casi attivi (su un totale da inizio pandemia di 233.554) sono 65.025. Il ministro della Sanità Yuli Edelstein ha detto alla radio pubblica Kan che “non c’è speranza che il lockdown venga allentato in una settimana e mezzo dopo la fine delle festività ebraiche”.

Germania – Sono 2.089 i nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore, 11 i decessi, contro i 1.192 casi e i 3 decessi del giorno precedente. In totale dall’inizio della pandemia i casi sono 287.421, i morti 9.471.

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