C’è un grande prato verde/dove nascono Tiki Taka/che si chiamano Chiambretti. Santo Morandi aiutaci tu. CRPiero rileva il testimone del Pardo su Italia 1 “quando un giorno, vista l’ora, è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato”. Solo che al posto del fraseggio stretto a tutto campo dei blaugrana (spieghiamolo con uno schema alla lavagna) c’è la fagiolada in area di rigore alla Peo Pericoli (basta una puntata de La prova del cuoco). Pierino la peste, pesto alla valdostana, pesta l’erbetta sintetica incravattato come in ufficio. Niente tacchetti, niente maglietta sudata, nemmeno una giacca sbottonata, addio collegamenti a fine partita, bye bye “piccoletto, quello là, marito della Parodi”.

TikiTaka versione Chiambretti è uno shuttle lunare spedito in orbita a spiegare ai marziani che sulla terra stanno finendo l’acqua, ma soprattutto il Caffe Borghetti, sugli spalti della tv pallonara. Sigla sì, ma revival nostalgia. Rita Pavonissima (Fausto Leali ora no, ma la prossima volta travestito da Balotelli magari) con il classico intramontabile della partita di pallone remixato con perfidia da qualche infiltrato del team di Pardo. Pierino la peste presenta gli ospiti. Melina, anzi melona, anzi melone, addirittura cocomero. Dieci minuti secchi di preamboli che nemmeno la Ferrari di Leclerc per andare giù all’incrocio a prendere il pane. Ci sarebbero solo Franco Ordine, Ivan Zazzaroni e Francesca Brienza in studio, più qualche freaks chiambrettiano sullo sfondo.

Ma Pierino la prende larga, lunga, circumnaviga l’intero perimetro del parcheggio di San Siro. Pippo Inzaghi, in collegamento da Benevento, si appisola sognando il sindaco Mastella in costume da bagno giallorosso. Poi in attesa dell’entrata alla spicciolata degli ospiti che verranno scocca la mezzanotte e a Tiki Taka, versione Chiambretti, entra in scena la carrozza di Cenerentola. Proprio lì in mezzo allo studio. Dove non c’è spazio per parcheggiare. Dove una lunga striscia gialla verticale sembra indicare l’uscita per i mezzi con ruote verso i bagni. La carrozza della favola all’improvviso diventa zucca. Durissima, indigesta. Inutile chiamare l’ex arbitro Bergonzi ad una gara tricologica con l’ex collega Cesari. Vano far entrare l’ubiquo Mughini in modalità fede cieca bianconera alla Idris. Impossibile far brillare la stella di Francesca Barra da un bugigattolo che sembra il tinello de Il Ragazzo di campagna.

Intermezzo: su Rai Movie c’è il finale de Il buono, il brutto e il cattivo. Proprio quando Eli Wallach cerca la tomba nel cimitero del triello e Leone piazza delle panoramiche a schiaffo che ti asfaltano come nei cartoni Lonely Tunes. Zapping malandrino. Tiki Taka marmorizzato. Addirittura su TV8 c’è Showgirls. E lì Pierino vacilla sul serio. Elizabeth Berkley rifiuta di farsi inturgidire i capezzoli con i cubetti di ghiaccio. Oroscopone time. Chi potrà mai riportarti su Italia1? Chiambretti prova il doppio passo. Si affida all’istrionismo caciarone del presidente della Samp, Ferrero. Ruffiano di qua, ruffiano di là, “di Ferrero ce n’è uno tutti gli altri son nessuno”. Ma niente. Er viperetta si scarica subito come quegli oggettini a molla del MegaSalviShow. È quasi l’una ed entrano in studio Nicola Berti, visibilmente ebbro, ma non “dei suoi gas”, e Alberto Malesani in versione vignaiolo.

L’arcano enologico viene subito scoperto. Malesani ha portato qualche bottiglia delle sue dietro le quinte. Un Valpo, un Rientro, un Recioto, un temibile Amarone. Alberto le ha assaggiate tutte e si vede. Nicolino si è concentrato su un Valpo, ripassato, of course, finendoselo in una sorsata. La povera Brienza finisce sotto il suo implacabile tiro. E a Pierino tocca svegliare Rudi Garcia. Tiki Taka by night è una Repubblica delle donne con le figurine Panini al posto di Malgioglio al balconcino, un Grand Hotel con gente che viene ma che non va se non pungolata con qualche fallo da dietro del conduttore. Il calcio in tv è una brutta bestia. Povero Piero. Maggio 2021 non è proprio dietro l’angolo. “Quando avrai le mani stanche tutto lascerai/per le cose belle ti ringrazieranno”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Luis Suarez, le tappe del caso: la cittadinanza e la trattativa con la Juventus, che poi lo ha scaricato. Ora l’inchiesta sull’esame di italiano

next