Al-Qaeda torna a minacciare Charlie Hebdo. A oltre cinque anni dalla strage del 7 gennaio 2015 durante la quale i fratelli Said e Cherif Kouachi fecero irruzione nella redazione del giornale satirico uccidendo 12 persone, il gruppo fondato da Osama bin Laden e oggi guidato dal suo braccio destro Ayman al-Zawahiri promette nuove ritorsioni contro la testata dopo la decisione dei vignettisti francesi di ripubblicare, alla vigilia del processo, le immagini del Profeta Maometto che provocarono l’ira omicida dei terroristi.

E la data scelta dai jihadisti è quella del giorno del loro più grande successo a livello mondiale: gli attentati dell’11 settembre. Le minacce sono contenute nel numero tre del magazine qaedista One Ummah, in cui, oltre alle celebrazioni a 19 anni dagli attentati che colpirono gli Stati Uniti, è contenuta “una nuova introduzione su Charlie Hebdo”, come riferito dalla direttrice del centro di monitoraggio sull’estremismo Site, Rita Katz. Charlie Hebdo “pagherà il prezzo” di nuovo, è scritto nel magazine.

La redazione, però, non ha intenzione di piegarsi alle minacce dei terroristi: “Non cederemo mai alle minacce di al-Qaeda. Al-Qaeda non vincerà, non vincerà mai. Le democrazie saranno sempre più forti del terrore”, ha dichiarato lo storico collaboratore di Charlie Hebdo, Patrick Pelloux. “Il fondamentalismo islamico – ha avvertito – è un fascismo che in Europa non l’avrà mai vinta”. “Le democrazie saranno sempre più forti del terrore e il diritto degli uomini avrà sempre la meglio sulla teocrazia”, ha insistito Pelloux, assicurando che “le minacce di al-Qaeda non cambiano nulla. Continueremo a dire quello che abbiamo da dire sul diritto e la lacità. È cosi e lo sarà per sempre”.

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