Nella Bergamasca gli ospedali sono di nuovo in tilt a causa delle lunghe file di persone che devono sottoporsi al tampone obbligatorio dopo essere tornate dalle vacanze all’estero. Sono centinaia gli utenti in coda, con il personale sanitario sempre più sotto pressione, in particolar modo negli ospedali che hanno rappresentato la prima linea della lotta contro il coronavirus, quelli di Alzano e Seriate. Tutto mentre i casi nel Paese tornano a crescere raggiungendo i numeri di maggio.

È da ieri che è ufficialmente scattato l’obbligo di tampone per chi torna da Croazia, Grecia, Spagna o Malta, come previsto dall’ordinanza del ministero della Salute, con l’Asst Bergamo Est che era stata la prima a partire, già giovedì pomeriggio, nei pronto soccorso di Alzano e Seriate, ma anche di Lovere e Piario. Strutture insufficienti a compensare l’alto numero di persone obbligate a sottoporsi ai test, tanto che presto si sono create file e lunghe attese, con alcune persone che, sotto il sole, si sono anche sentite male. D’altronde i tempi per organizzarsi, si fa notare, sono stati strettissimi e coincidenti con le ferie di una gran parte del personale. Da oggi si aggiunge anche il “Papa Giovanni” di Bergamo che inizierà con i primi 165 tamponi, poi da lunedì aumenterà il ritmo a 250 appuntamenti al giorno.

Anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che da domani partiranno i test all’aeroporto di Fiumicino: “In prima fila per il controllo e la prevenzione – ha scritto su Facebook – Da domani la Regione Lazio fa partire i test all’Aeroporto di Fiumicino, che rappresenta il 70% del traffico nazionale. Quaranta operatori solo a Fiumicino, 120 operatori sanitari coinvolti nei drive in attivi per i tamponi. Faremo di tutto per difendere le persone, ma occorrono comportamenti responsabili”

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