Salgono ancora i nuovi contagi da coronavirus in Germania: 1045 nelle ultime 24 ore (erano 740 ieri), secondo i dati riportati dal Robert Koch Institut a mezzanotte. Il fattore di riproduzione giornaliero del contagio al 5 agosto è ancora di 0,9 e il fattore di riproduzione sui sette giorni è 0,99: ciò significa che una persona positiva infetti in media un’altra persona. È la prima volta dal 7 maggio che in Germania si contano più di mille casi in un giorno. Il ministro della Salute Jens Spahn in conferenza stampa ha annunciato l’introduzione del tampone obbligatorio per chi arriva in Germania da zone a rischio. La lista, stilata sempre dal Robert Koch Institut, comprende anche tre regioni spagnole e la provincia di Anversa in Belgio, non l’Italia. Inoltre sono previsti test gratuiti facoltativi per tutti i tedeschi che rientrano dalle vacanze: “La pandemia non è andata via” e “c’è il rischio che il virus torni in Germania” con la fine del periodo di ferie, ha detto il ministro per spiegare la misura.

Spahn ha definito “significativo” l’aumento registrato ieri. Un incremento dei casi che è attribuile a molti piccoli focolai, spiegano i giornali tedeschi, riferiti sia ai contesti familiari che agli ambienti di lavoro e ai luoghi di comunità. Il ministro ha insistito sull’obbligo di indossare la mascherina: “Si tratta di proteggere la libertà degli altri nei negozi, nella metropolitana, in un ristorante”, ha spiegato. “Restiamo vigili, rispettiamo le regole”, ha ripetuto Spahn nel corso della sua conferenza. Molti Länder stanno valutando l’introduzione di multe per chi non ha la protezione sui mezzi di trasporto: le sanzioni esistono già nel Nord-Reno Vestfalia e in Bassa Sassonia, ora anche lo Schleswig-Holstein si prepara a varare la stessa misura. Mentre nel Brandeburgo è arrivato il dietrofront sulle scuole: anche gli alunni dovranno avere la mascherina quando sono nelle aree comuni.

Il ministro ha sottolineato in merito ai test obbligatori di sapere “che si tratta di un’interferenza con la libertà dell’individuo”. Tuttavia ha aggiunto che questo intervento è “ragionevole”. Se qualcuno rifiuta di sostenere un test, sono previste multe fino a 25mila euro. Le aree considerate a rischio sono quelle contenute nell’elenco del Robert Koch Institute, in base al criterio per cui è considerata “a rischio” una zona in cui ci sono più di 50 persone infettate ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni. Nella lista non c’è l’Italia, mentre ne fanno parte tre regioni spagnole: Catalogna, Aragona e Navarra. Ma anche il vicino Lussemburgo e la città belga di Anversa. Ci sono ovviamente anche gli Stati Uniti, così come molti Paesi dell’America Latina e dell’Africa.

Chiunque provenga da tali aree a rischio doveva in precedenza essere messo in quarantena a casa per 14 giorni, come succede anche in Italia. Ora invece dovrà sottoporsi al tampone: il governo sta già pensando a predisporre degli ambulatori dove eseguire i tamponi direttamente negli aeroporti, ma anche nelle stazioni dei treni e ai principali ingressi stradali. Già ora esiste la possibilità per chi entra nel Paese di essere testato gratuitamente e, scrive lo Spiegel, solitamente avviene entro 72 ore dall’arrivo in Germania.

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