Siamo 55, resteremo tutto il tempo che il Libano avrà bisogno di noi. Se sarà un mese, resteremo un mese, se sarà di meno, ci fermeremo di meno. Dipende tutto dai bisogni del popolo libanese”. Così un soccorritore della Sécurité Civile (la Protezione civile francese, ndr), impegnato nei soccorsi a Beirut. “Fino a quattro giorni dall’incidente c’è sempre la possibilità di trovare persone vive. I soccorsi locali hanno già fatto un grosso lavoro tirando fuori dalle macerie diverse persone vive. Ora dobbiamo solo continuare a cercare e aiutarli nella ricerca, perché possiamo ancora trovarne delle altre. Sono proprio questi i giorni (giusti, ndr), altrimenti non c’è più molta speranza. Per questo i soccorsi si stanno concentrando nelle ricerche in alcuni quartieri per tentare di salvare ancora qualcuno rimasto sotto le macerie”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Beirut, una nave piena di debiti ed esplosivo diretta in Mozambico (dove non arrivò mai): la storia del cargo con il nitrato d’ammonio

next
Articolo Successivo

Coronavirus, in Spagna oltre 1600 nuovi casi. Seconda ondata nei Paesi Baschi, lockdown per 32mila in Castiglia e Leon

next