Una bomba di mercato o una strategia? In attesa di capire cosa succederà nel futuro prossimo dell’Inter, resta il fatto che le parole dell’allenatore Antonio Conte hanno destabilizzato non poco l’ambiente nerazzurro. Il tecnico si è presentato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria contro l’Atalanta che è valsa il secondo posto in campionato e ne ha avute per tutti, soprattutto per i suoi dirigenti. “Durante l’anno protezione zero assoluto verso di me e la squadra. Non bisogna essere forti solo in campo, ma anche fuori. Poi se non si potrà fare faremo le nostre valutazioni. Oggi sul carro tanta gente non doveva salirci”: parole durissime, che a prima vista allungano ombre molto lunghe sul futuro dell’ex allenatore della nazionale sulla panchina dell’Inter.

Non è la prima volta, tuttavia, che il tecnico salentino si è lamentato della sua società in tv. La stessa identica cosa era successa in inverno, con Conte che aveva sottolineato di avere a disposizione una rosa corta e non ben assortita. Dopo un paio di settimane arrivarono Eriksen, Moses e Young. Un precedente che per molti sembra far intravedere la strategia usata ieri sera dall’allenatore: denunciare un difetto o alcuni errori pubblicamente per provar a cambiare rotta e andare nella direzione da lui auspicata. Prima di quest’anno, del resto, era già accaduto anche in altre esperienze di Antonio Conte: agli albori della sua carriera (con il Bari chiese una squadra da Uefa e non venne accontentato), nel picco massimo di notorietà (con la Juve quel “seduto a un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca”), poi al Chelsea (questioni di mercato) e anche in nazionale (gli stage). Lamentarsi per ottenere ciò che vuole. In Puglia e a Torino non gli è andata benissimo, al Chelsea e in nazionale un tantino meglio. Con l’Inter è una storia ancora tutta da scrivere. Di certo a molti tifosi l’uscita di Conte non è piaciuta, anche perché arrivata non al termine della stagione bensì con un obiettivo ancora da provare a conquistare, ovvero quella Europa League che – se vinta – cambierebbe totalmente il giudizio sulla prima annata di Conte a Milano.

Fatto sta che il tecnico, dopo aver attaccato la società, ha difeso a spada tratta i suoi giocatori: “Sono soddisfatto dal percorso di questa squadra, il fatto di aver fatto 43 punti fuori casa, di aver il secondo miglior attacco e la prima difesa. Il merito è soltanto dei calciatori, nonostante appena si è potuto si siano fatte molte critiche nei loro confronti, e anche nei miei. Abbiamo fatto molto bene. Sono contento per i ragazzi, per tutti quelli che hanno lavorato tanto alla Pinetina. Siamo secondi, ma non c’è niente da festeggiare anche se abbiamo fatto qualcosa che non si vedeva da anni”. Poi le considerazioni sulla prossima stagione: “Mio futuro? Ora dobbiamo pensare al presente, all’Europa League. Dobbiamo recuperare energie e posso promettere ai tifosi che daremo il massimo – ha detto – Vedremo dove arriveremo, ma questi ragazzi hanno cuore e orgoglio e che le critiche ricevute non erano giuste”. Incalzato sul futuro, Conte ha ribadito: “A bocce ferme ci sarà il tempo di fare le giuste riflessioni, perché anche personalmente è stata una annata molto dura. Finiamo quest’anno. Non è stato riconosciuto il mio lavoro e dei calciatori – è tornato ad attaccare – trovando scarsissima protezione da parte del club. Parlerò con il presidente, che è in Cina. Non mi piace quando la gente sale sul carro, ma ci devi stare sempre”.

Accusa sibillina, diretta di sicuro a qualcuno: la presidenza? Marotta? Ausilio? Conte non lo dice, ma sottolinea le differenze con la Juventus, altro capitolo che ha fatto infuriare i tifosi interisti: “La Juve ha dimostrato in questi anni di essere la più forte, noi abbiamo lavorato per ridurre il gap ma c’è. Dobbiamo essere intelligenti a non passare da stati depressivi a euforia eccessiva con le valutazioni”. Prima di Conte, invece, aveva parlato l’amministratore delegato Beppe Marotta: “Bisogna dare merito a tutti, dall’area tecnica all’allenatore Antonio Conte, il suo lavoro si è visto. L’obiettivo è quello di crescere – ha detto – Un solo punto dalla Juve? E’ difficile analizzare ora in modo oggettivo in ogni caso anche dall’esperienza di aver buttato via dei punti abbiamo imparato”. Anche questa un’accusa indiretta o una ‘protezione zero’ nei confronti dell’allenatore?

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