Aumentano i contagi in Cina, il Vietnam non è più Covid free e a Hong Kong tornano restrizioni su ristoranti e mascherine. Pyongyang invece smentisce che il disertore tornato in Corea del Nord e sospetto Covid sia malato. Avanza la pandemia nel mondo, al ritmo di un milione di nuove infezioni in ciascuna delle ultime cinque settimane, con picchi di 280mila nelle giornate di sabato e domenica. L’Organizzazione mondiale della Sanità fornisce i dati sulla sua evoluzione – in tutto sono rispettivamente più di 16 milioni i casi e 650mila i decessi-, mentre la crisi avanza nelle Americhe e in India con diversi focolai localizzati anche in Europa. Ma, precisa l’Oms, “nessun Paese è immune”. Intanto negli Stati Uniti cala la curva dei contagi, con 55.187 casi nelle ultime 24 ore. Un dato inferiore rispetto agli oltre 60mila confermati negli ultimi giorni. Nel carcere di San Quintino, il più colpito dalla pandemia in California, salgono invece a 17 i decessi provocati da Sars-Cov-2. L’ultimo è quello di Johnny Avila Jr. – 62enne condannato a morte nel 1996 per pluriomicidio -, deceduto ieri in un ospedale esterno al carcere a causa di complicazioni. A San Quintino sono almeno 2.155 i contagi, di cui almeno 90 nelle ultime due settimane.

Cina – Il 26 luglio ha registrato 61 nuovi casi, di cui 57 di trasmissione domestica e 4 importati: è il peggior dato dalle 75 infezioni segnalate il 6 marzo scorso. Secondo i dati diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale, 41 contagi sono stati rilevati nello Xinjiang, la regione adesso più a rischio, 14 nella provincia di Liaoning e 2 in quella di Jilin. Quanto ai casi importati, 2 sono relativi alla Mongolia interna, mentre Fujian e Sichuan ne hanno avuto uno ciascuno. I nuovi asintomatici accertati sono stati 44.

Hong Kong – Introdotte nuove misure restrittive per fronteggiare la terza ondata, che ha visto registrare centinaia di nuovi casi. Le nuove misure approvate dal Consiglio esecutivo nel corso di una riunione straordinaria impongono uno stop ai ristoranti e l’obbligo di indossare la mascherina in tutti gli spazi pubblici, sia al chiuso che all’aperto. Le nuove misure entreranno in vigore mercoledì.
Le autorità sanitarie hanno registrato oggi quasi 140 nuovi casi e il 20esimo decesso legato al Covid-19. Gli esperti hanno attribuito la nuova ondata di contagi ad alcune falle nelle regole per gli ingressi, che consentono ad alcune categorie di viaggiatori provenienti dalla Cina di evitare i test e la quarantena.

Vietnam – Intanto, dopo 99 giorni Covid-free, il Vietnam vede confermati nuovi casi di infezione. Non succedeva da oltre tre mesi, da quando Hanoi aveva imposto il rispetto di misure di distanziamento sociale, rigidi controlli alle frontiere, la quarantena per i positivi. Ma nelle ultime ore le autorità hanno deciso di evacuare 80mila turisti da Danang, nel centro del Paese, dopo la segnalazione di un focolaio di coronavirus in città. La decisione è stata presa per evitare la trasmissione del virus dopo la segnalazione di tre positivi. Per completare l’evacuazione saranno necessari almeno quattro giorni e un centinaio di voli, si legge nella nota. Il primo caso, dopo tanto tempo, risale a venerdì e riguarda un uomo di 57 anni.

Corea del NordSmentisce che il disertore nordcoreano, sospettato di essere il primo infetto nel Paese, sia “registrato come paziente Covid-19” o “classificato come persona venuta in contatto con pazienti con il virus”. A confermarlo è stato Yoon Tae-ho, alto funzionario della sanità sudcoreana citato dall’agenzia di stampa Yonhap, che ha dichiarato che il Centers for Disease Control and Prevention della Corea del Sud ha condotto test su due persone che avevano avuto uno stretto contatto con il disertore ed entrambi sono risultati negativi al coronavirus.

Australia – L’emergenza si concentra invece nello Stato di Victoria, il più colpito dal virus, che ha registrato un record di 537 nuovi casi nelle ultime 24 ore: si tratta del numero più alto di sempre a livello nazionale, che è stato accompagnato da sei ulteriori decessi. Un dato che porta il numero locale dei morti a quota 77 e quello nazionale a quota 161. Nello Stato di Victoria, quindi, il coronavirus continua a diffondersi a livelli sostenuti nonostante la metropoli di Melbourne e la vicina contea di Mitchell Shire siano in lockdown da tre settimane. La chiusura durerà almeno altre tre settimane. Il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha spiegato che il numero di nuovi casi viene alimentato soprattutto da persone infette che si recano comunque al lavoro.

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