Una task force europea per assistere i Paesi membri nella preparazione del loro piano di riforme nazionali da finanziare con il Recovery Fund. È questa la novità comunicata dalla Commissione Ue per bocca del vicepresidente Margaritis Schinas, al termine del collegio dei commissari. Una scelta, quella dei vertici di Palazzo Berlaymont, che ha come obiettivo quello di favorire la presentazione di piani di rilancio nazionali il più possibile in linea con le direttive europee per l’accesso ai fondi del Recovery Fund e, quindi, velocizzare le pratiche di valutazione dei programmi stessi. Un concetto espresso anche dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che parlando a La Stampa ha ricordato che i fondi dedicati “vanno spesi bene”.

La task force viene creata in seno al segretariato generale e inizierà la sua attività il 16 agosto. A capo del nuovo gruppo è stata nominata la vice segretaria generale della Commissione, la francese Celine Gauer, sotto l’autorità di von der Leyen. E proprio la presidente della Commissione ha puntualizzato che obiettivo dei fondi è non solo quello di favorire la ripresa, ma anche “modernizzare” le economie in linea con le priorità europee, come la lotta ai cambiamenti climatici e la transizione digitale. “Dopo l’esito positivo del Consiglio europeo, era importante fare il punto in Parlamento sul Next Generation Eu, un pacchetto con una potenza di fuoco enorme, un qualcosa che è necessario in questa crisi senza precedenti – ha spiegato – Ma credo che sia anche importante ammettere che nel bilancio settennale sono stati tagliati programmi per la ricerca, la salute e l’istruzione. Per questo ora inizieranno i negoziati con il Parlamento”. Ciò che però bisogna garantire è “che i soldi siano usati nel modo più efficiente possibile. Non solo per riprendersi dalla crisi, ma anche per modernizzare e rafforzare le nostre economie”.

Stessa posizione espressa dal commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni: “Non si tratta solo di individuare genericamente gli argomenti ma di dare una cronologia” agli interventi, ha spiegato intervenendo al Festival della Soft Economy organizzato da Symbola. E invita tutti i Paesi membri a “essere un po’ prudenti negli obiettivi e nei tempi”, visto che scelte non congrue “potrebbero costringere la Commissione a decisioni non positive. L’Ue ha già indicato le priorità, anche se le scelte devono farle i governi”.

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