Prima la visita ad Atene del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, poi le telefonate di Angela Merkel al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e al premier turco Recep Tayyp Erdogan per evitare l’escalation di tensione nell’Egeo dopo che la Turchia ha fatto rotta con 17 navi militari in acque greche. Ankara va alla ricerca di petrolio e gas e secondo Atene avrebbero invaso le sue acque territoriali nel Mediterraneo orientale.

Le navi turche sono arrivate al largo di Kastellorizo, isola greca a tre chilometri dalle coste turche: la Marina di Atene ha quindi dispiegato navi in “allerta intensificata” per le attività di esplorazione energetica turca, dopo avere formalmente protestato in seguito all’annuncio che una nave di perforazione turca avrebbe condotto esplorazioni nell’area del mare a sud dell’isola. “Le unità della Marina sono state schierate da ieri nell’Egeo meridionale e sud-orientale”, ha detto una fonte della Marina di Atene all’Afp, senza fornire ulteriori dettagli. Ma Ankara attacca di nuovo. “Le rivendicazioni della Grecia sulla sua piattaforma continentale sono contrarie al diritto internazionale”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Hami Aksoy. E anche Erdogan gonfia i muscoli richiamando d’urgenza nell’area del mar Egeo sudorientale gruppi di soldati turchi in licenza estiva.

“Non può essere razionale e compatibile con il diritto internazionale che un’isola con un’area di 10 chilometri quadrati, che si trova a due chilometri dall’Anatolia e a 580 chilometri dalla costa greca possa generare una piattaforma continentale di 40 mila chilometri quadrati. Le realtà non possono essere oscurate da reazioni massimaliste, esagerate e infervorate”, ha sostenuto su Twitter il viceministro degli Esteri turco Yavuz Selim Kiran, riferendosi appunto a Kastellorizo. La nota conferma inoltre che la nave da ricerca sismica Oruc Reis effettuerà sondaggi esplorativi in cerca di idrocarburi nel Mediterraneo orientale in un’area che Ankara ritiene parte della sua piattaforma continentale, come aveva fatto già negli anni scorsi nella stessa area la nave Barbaros Hayrettin Pascià. “La Turchia, ribadendo i suoi appelli al dialogo con la Grecia, ripetuti fino a oggi a tutti i livelli in diverse occasioni – ha concluso Aksoy -, continuerà allo stesso tempo a difendere i propri diritti e interessi legittimi derivanti dal diritto internazionale”.

(foto d’archivio)

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