Via libera alla Camera, anche grazie al sì del centrodestra, alla risoluzione di maggioranza sulle missioni internazionali. A causa delle divisioni interne sugli interventi in Libia, il testo è stato votato per parti separate: la prima votazione, che ha escluso il capitolo del finanziamento alla missione in Libia, ha ottenuto 453 sì, nessuno voto contrario e 9 astenuti. La seconda votazione relativa agli interventi sulla Libia ha registrato 401 sì, 23 no e un’astensione. Usciti dall’aula, invece, i deputati di Italia Viva. A causa delle divisioni interne il quorum di 213 voti a favore per far passare la risoluzione su questo specifico capitolo è stato raggiunto con i voti del centrodestra. Preclusa integralmente la votazione sulla risoluzione LeU, contraria all’intervento in Libia.
I 23 contrari al rifinanziamento, tra i quali Erasmo Palazzotto e Nicola Fratoianni (LeU), Matteo Orfini e Laura Boldrini (Pd), Riccardo Magi (+Europa), hanno ribadito in Aula i motivi della loro contrarietà: “Qualche anno fa avremmo potuto fare finta di non sapere. Oggi no, oggi sappiamo che dire Guardia costiera libica vuol dire traffico di esseri umani, stupri, torture, omicidi. Finanziarla significa finanziare chi uccide, chi stupra, chi tortura”, ha attaccato, annunciando in Aula alla Camera il suo voto contrario, l’ex presidente dem Matteo Orfini, lanciando invano un appello al suo partito. “Lo dico al mio gruppo. Farlo dicendo in una risoluzione che chiederemo loro di comportarsi bene, non è riformismo, è solo una gigantesca e un po’ offensiva ipocrisia“.
Non è stato l’unico al Nazareno: “Nonostante l’assemblea del Partito avesse espressamente dato parere contrario al rinnovo degli accordi con la Libia, la maggioranza del partito ha votato per rifinanziare la Guardia costiera libica. Io ho rispettato il volere dell’assemblea e le richieste dell’Onu e ho votato no. LeU e Italia Viva non hanno votato, 2 partiti su 4 della maggioranza non vogliono più sostenere questa missione. Mentre il PD ha votato insieme a Lega e Movimento 5 Stelle”, ha attaccato Giuditta Pini. “La Libia non è mai stata un porto sicuro, siamo ancora in attesa, come ci è stato promesso, di sapere se il Memorandum con Tripoli è stato cambiato e come”, ha sottolineato pure l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Mentre Erasmo Palazzotto, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, ha insistito nel chiedere di stralciare il finanziamento: “A chi è che diamo le nostre motovedette? Quali uomini stiamo addestrando? Quelli che gestiscono il traffico di essere umani? Inaccettabile”. E ancora: “Ogni minuto di più in cui noi teniamo in piedi quella missione ci rendiamo corresponsabili di quelle violenze e quelle torture documentate nei centri di detenzione libica”.
Il parlamentare di Leu ha ricordato anche come quel Abdul Rahman Milad detto Bija, che controlla la guardia costiera libica ovest da Tripoli fino a Zuwara (tra i principali punti di partenza dei migranti), sia al tempo stesso, secondo le stesse Nazioni Unite, “a capo di un’organizzazione criminale che sfruttando il suo doppio ruolo gestisce il traffico di essere umani”. “Lo stesso che è venuto qui, in Italia, nell’ambito della missione di formazione della Guardia costiera libica. E allora oggi chi è che colluso con le reti di trafficanti, se non noi, l’Europa”, ha attaccato. “Decine di inchieste internazionali dimostrano come di giorno indossano le uniformi della guardia costiera libica, di notte quelle dei trafficanti”, ha aggiunto Fratoianni.
Gli interventi hanno scatenato anche attimi di tensione a Montecitorio: “Non mi sento complice”, ha replicato Maria Tripodi, per Forza Italia. Mentre da Fdi e Lega hanno sottolineato le divisioni interne alla maggioranza, blindando con il loro ‘sì’ l’esito della votazione, al di là dei voti contrari dei dissidenti all’interno delle forze di governo.
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Camera, la risoluzione per il rifinanziamento delle missioni in Libia passa con i voti del centrodestra: maggioranza spaccata

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