Un videogioco per conoscere il mondo atomico. Per imparare nozioni scientifiche, viaggiando in un universo che finora solo i microscopi sono riusciti a mostrarci. È il progetto di tre ricercatori in Chimica Fisica dell’Università di Sassari, Alberto Maria Pintus, Andrea Gabrieli e Federico Pazzona, che hanno deciso di portare i temi della loro ricerca fuori dalle mura accademiche trasformandoli in un videogioco accessibile a tutti. Si chiama Maxwell’s Daemons ed è uno shooting game, ambientato nel mondo molecolare.

L’idea è nata all’inizio del 2019, di fronte alla cronica scarsità di fondi di cui soffre la ricerca nel nostro Paese. Il capo del loro gruppo di ricerca ha consigliato loro ideare un modo diverso di proseguire il loro lavoro scientifico e avere la possibilità quindi di proseguire il lavoro senza abbandonare la propria città. “Abbiamo deciso di prendere tutto quello che abbiamo imparato in questi anni e di trasformarlo in qualcosa di accessibile, qualcosa che tutti possano vivere” racconta Pintus. E il videogioco può essere anche un valido aiuto all’insegnamento della chimica e della fisica. Gli esseri che si trovano all’interno dell’universo di Maxwell’s Daemons sono ispirati a composti chimici che esistono davvero, e per affrontarli è necessario padroneggiare alcune nozioni di chimica e fisica. “Immergendosi nel mondo di Maxwell’s Daemons – spiega Pazzona – si acquisiscono in maniera del tutto intuitiva numerosi concetti scientifici di base, semplicemente perché si vedono all’opera. Inoltre, una voce guida accompagna il giocatore durante la missione, spiegando le cose in maniera accattivante. La nostra idea è che, al di là di alcune conoscenze di base che si acquisiranno da subito, ognuno possa decidere il livello di approfondimento scientifico della sua esperienza di gioco”.

Per rendere concreto il progetto il gruppo ha attivato una campagna di crowfunding sul sito Kickstarter. L’obiettivo è raggiungere 35mila euro, così da poter far uscire il gioco sulla piattaforma online Steam nel 2021

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