di Antonio Zarra

La decisione di Donald Trump, a nome degli Usa, di autoescludersi dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, è una scelta scellerata che avrà conseguenze nefaste non solo sugli Usa, ma anche su tutta la comunità mondiale. E’ un atto d’imperio, frutto dell’arroganza e della protervia della Nazione più potente al mondo.

E’ altrettanto vero che anche gli americani stanno subendo gli effetti della crisi economica esacerbatasi con la pandemia e che, come paese, sono il primo finanziatore dell’Oms. Pare che nel 2019 abbiano versato un contributo di 400 milioni di dollari, il 15% del budget totale dell’Oms. Mentre la Cina, altro grosso competitor, ha versato solo 10% dell’ammontare americano. E’ chiaro che una somma del genere, in una congiuntura sfavorevole come quella che stiamo vivendo, per i noti eventi dovuti alla pandemia, fa comodo a chi decide di investirla per la ripresa dell’economia e nella sanità.

Ma questo è un discorso da piccolo borghese, nell’accezione sartriana, ovvero colui che non guarda al di là del proprio naso, con orizzonti limitati, quindi. Una scelta siffatta potrebbe essere funzionante nel breve periodo, perché viene messa in circolo una forte dose di liquidità finanziaria, ma gli effetti saranno di breve durata.

Secondo la Fondazione dell’Oms, la sottrazione di un contributo così sostanzioso graverà sui paesi più poveri, alcuni dei quali, forse, non potranno avviare neppure i programmi per le vaccinazioni. Malattie ormai debellate come la malaria, la poliomielite e virus come l’Hiv potranno ripresentarsi con effetti devastanti sul fronte sociale e sanitario, che rischiano di ripercuotersi su tutta la comunità mondiale, perché facilmente trasmissibili e a rapida diffusione.

Ancora una volta, l’esperienza non ha insegnato alcunché. Al contrario. si reiterano gli stessi errori. Si è tanto desiderato il ritorno alla normalità. Eccola servita su un piatto d’argento, l’agognata normalità. Condita da arroganza, protervia, incompetenza e superficialità!

Il coronavirus ci ha insegnato, almeno credo, che scelte politiche avventate, che non tengono conto del contesto globale, producono risultati deleteri per tutti. La salute pubblica di uno equivale alla salute pubblica di tutti. Così come un’epidemia qualsiasi se si diffonde in un paese lontano può causare una pandemia e allora saranno dolori per tutti. In questo caso, i costi saranno salati anche economicamente, perché superiori di gran lunga al denaro risparmiato.

Un adagio contadino, “il risparmio causa un cattivo guadagno”, combacerebbe alla perfezione per una situazione del genere, scaturita dalla scelta trumpiana!

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