Raccogliere l’heritage delle fuoristrada di una volta, quelle dure e pure, che hanno ormai lasciato il posto ai più mondani suv: è questo il target della nuova Ineos Grenadier, che vorrebbe raccogliere l’eredità spirituale di modelli come Jeep Wrangler e, ancor di più, dalla vecchia generazione della Land Rover Defender.

Ineos Automotive è L’emanazione automobilistica della multinazionale Ineos Group, azienda leader nel settore petrolchimico, con un organico di 22 mila dipendenti ripartiti in 34 imprese, con una rete produttiva di 183 stabilimenti in 26 Paesi. La creazione di una controllata dedicata alle quattro ruote origina nel 2017, per volontà del Presidente di Ineos, Jim Ratcliffe, appassionato di automobili e di avventura.

Lunga 4,8 metri, la Grenadier sarà proposta anche con carrozzeria con cassone posteriore, ma per vederla su strada bisognerà aspettare ancora un po’: il veicolo entrerà in produzione verso la fine del 2021 in un nuovo stabilimento appositamente realizzato a Bridgend, nel Galles, che inizialmente darà lavoro a 200 persone, per poi arrivare progressivamente a 500 dipendenti. La linea di preassemblaggio per i componenti di telaio e carrozzeria sarà invece a Estarreja, in Portogallo, e avrà un potenziale occupazionale di ulteriori 500 posti di lavoro.

Per portare a termine questa impresa l’azienda si è affidata a una rete di componentisti di comprovata esperienza. Nell’elenco figura l’austriaca Magna Steyr, come partner per lo sviluppo in serie del Grenadier 4×4 (che ripartisce la coppia motrice sulle quattro tramite differenziali autobloccanti dedicati).

BMW, invece, fornirà i suoi motori 6 cilindri in linea, alimentati a benzina e gasolio, mentre Gestamp si occuperà del telaio a longheroni, Carraro degli assali e ZF produrrà il cambio automatico a otto rapporti (non è previsto il cambio manuale). Da segnalare, infine, che l’auto avrà un carico utile di una tonnellata e una capacità di traino di 3,5 tonnellate. I prezzi rimangono da definire, ma Ineos fa sapere che la Grenadier non sarà a buon mercato.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Volkswagen Arteon, Wolfsburg punta ancora sull’ammiraglia e la rinnova – FOTO

next
Articolo Successivo

Suzuki Across, in rampa di lancio la suv ibrida plug-in gemella della Rav4

next