“Per superare la crisi, sembrano riaffacciarsi in questi giorni ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei ‘super-commissari‘, del ‘modello Genova‘ per alcuni appalti sopra soglia, con amplissime deroghe, a accezione delle norme penali e di quelle antimafia, e l’affidamento diretto fino a 150mila senza alcuna consultazione delle imprese”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Francesco Merloni, durante la presentazione della relazione annuale sull’attività svolta nel 2019 in corso alla Camera dei deputati. “Ben vengano tutte le semplificazioni per aiutare amministrazioni e imprese, ma non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio; al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione, i Rup e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa – ha aggiunto Merloni – la vera chiave è la trasformazione digitale dei contratti pubblici”.

Tra le buone notizie “le segnalazioni di whistleblowing ricevute dall’Anac nel 2019 sono state quindi 90 in più del 2018, 11% in più rispetto all’anno precedente, pervenute in grande maggioranza tramite l’apposita piattaforma informatica protetta. Più della metà tuttavia, 488 in tutto, sono state soggette ad archiviazione diretta in quanto relative a materie che esulano dalle competenze di Anac. Le segnalazioni che avevano a oggetto illeciti rilevanti sotto il profilo penale o erariale, sono state inoltrate alle Autorità competenti nel rispetto della riservatezza dell’identità del segnalante: 112 alla Procura della Repubblica e 89 alla Corte dei conti.

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