Il nuovo business sono le speculazioni finaziarie, che grazie ai crediti deteriorati delle imprese diventano il “gate d’ingresso più pericoloso nell’economia da parte della criminalità organizzata”. Quello vecchio, cioè la droga, continua con alcuni accorgimenti: adesso il metodo più diffuso per far viaggiare la “roba” è nasconderla nei contenitori sanitari. Il Covid-19 ha diminuito il suo impatto ma l’altro virus non si ferma: anzi accelererà. Come previsto nella Fase 3 la criminalità organizzata fa registrare un momento di grande vitalità. A segnalarlo è il secondo report dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sui rischi di infiltrazione della criminalità nel tessuto sociale ed economico nell’epoca post coronavirus. Si tratta dell’organo voluto dal capo della Polizia Franco Gabrielli, e presieduto dal vice capo Vittorio Rizzi, per analizzare le attività criminali durante il lockdown, ma anche nel periodo successivo. Del gruppo di lavoro fanno parte rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Dipartimento della Polizia Penitenziaria, nonché della Dia e della Direzione centrale per i servizi antidroga. L’organismo ha l’obiettivo di anticipare ogni iniziativa di espansione, di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico, di condizionamento degli appalti e delle gare pubbliche da parte della criminalità organizzata.

“Mafie continuano a pagare stipendi ai detenuti” – Dopo il primo report che offriva uno spaccato generale, nazionale ed internazionale, sui fenomeni criminali nel periodo di lockdown, il secondo dossier ha proseguito l’analisi per aree tematiche al fine di condividere le informazioni di cui dispongono tutte le forze di polizia per intercettare i sintomi e le tendenze criminali in chiave preventiva e di contrasto investigativo. Il rapporto – fornito al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quale autorità nazionale di pubblica sicurezza – spiega come le organizzazioni criminali abbiano concentrato i loro interessi su turismo e ristorazione, settore sanitario e quello dei giochi e scommesse, gestione di impianti sportivi e distribuzione di generi alimentari, mercato on line delle opere d’arte. Non solo: i crediti deteriorati delle imprese che gravano sugli assetti bancari rappresentano il “gate d’ingresso più pericoloso nell’economia da parte della criminalità organizzata“. Un pericolo che se era già presente prima della pandemia, “aumenta oggi in modo esponenziale, confinando il reato d’usura ad un’epoca datata e ad una realtà oggi residuale”. La speculazione nei mercati finanziari, infatti, offre alla criminalità organizzata, e alla ‘Ndrangheta in particolare, “i maggiori margini di profitto, con la possibilità di riciclare il denaro sporco proveniente dalla droga, acquistando posizioni creditorie nei confronti delle imprese e, in prospettiva, asset proprietari nelle compagini societarie, nel settore turistico, della ristorazione e del commercio”. Gli investigatori sottolineano anche la nuova vitalità dei flussi informativi provenienti dal mondo carcerario, che non subiscono battute d’arresto nonostante la pandemia, sia nei contatti interni che in quelli esterni degli appartenenti a cosche di ‘ndrangheta e camorra; immutati anche gli accrediti di denaro verso i detenuti, a significare un costante e immutato sostentamento dei sodali in carcere al fine di assicurarne la fidelizzazione ed il silenzio.

“Lockdown non ha fermato le scommesse online” – Gli approfondimenti investigativi della Guardia di Finanza sulle Segnalazioni per operazioni sospette si stanno concentrando nel prevenire e contrastare la distrazione illecita di denaro pubblico volta al sostegno di famiglie, imprese e sistema sanitario, nonché le pratiche anticoncorrenziali e speculative sui dispositivi di protezione individuale e prodotti sanitari, anche e soprattutto nelle procedure di approvvigionamento pubblico. Il rialzo non giustificato dei prezzi di vendita dei dispositivi di protezione, la loro contraffazione e vendita nei mercati ufficiali e nel dark web è, infatti, un fenomeno criminale connesso all’aumento esponenziale della domanda nel corso della pandemia, che accumuna, peraltro, l’Italia al resto del mondo. Canale elettivo per riciclare il denaro sporco da parte delle mafie è il comparto ludico, come sottolineato dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, sia attraverso la rete fisica delle sale gioco, rilevate ed intestate a prestanome, sia attraverso il gioco online e le scommesse su eventi sportivi, cosiddetto match-fixing. “Se la permanenza domiciliare ha mantenuto inalterate le potenzialità remunerative del gioco online e a distanza, la ripresa delle attività potrebbe favorire un repentino innalzamento delle scommesse su rete fissa, dovuto anche alla grave crisi economica che potrebbe indurre molti utenti alla ricerca illusoria di facili guadagni, alimentando così una variegata gamma di ludopatie. Il riavvio delle competizioni sportive ufficiali potrebbe, d’altra parte, dare nuova linfa ad episodi di corruttela e frode sportiva, su cu vigila l’Unità Informativa Scommesse Sportive, costituita presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, che analizza gli approfondimenti investigativi delle forze di polizia sulle segnalazioni di scommesse anomale dell’Agenzia delle dogane” sottolinea il vicecapo della polizia Vittorio Rizzi, che guida l’Organismo di monitoraggio ed analisi.

“Droga nascosta in contenitori sanitari” – Il mercato online ha rappresentato un terreno fertile anche per i traffici illeciti di opere d’arte: i reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri hanno segnalato, infatti, che la fase del lockdown ha determinato una diminuzione dei reati predatori anche delle opere d’arte ma ha favorito il commercio illegale di beni culturali sul web. La direzione centrale dei Servizi Antidroga, invece, ha segnalato l’occultamento della droga in contenitori sanitari, il maggior ricorso a velieri ed imbarcazioni d’altura per i trasporti, lo stoccaggio di scorte in attesa della riapertura degli scambi commerciali. Il Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia, grazie alla rete degli esperti all’estero, ha arricchito le informazioni segnalando un abbassamento del costo della materia prima per i Paesi produttori di sostanze stupefacenti, a causa della riduzione della domanda, con la necessità delle organizzazioni criminali di rivedere i propri asset strategici per mantenere inalterati i profitti. Un altro filo rosso che accomuna le esperienze di tutte le forze di polizia nel mondo ai tempi della pandemia, è l’incremento e la diversificazione degli attacchi informatici, sia a privati che aziende, e, soprattutto, l’innalzamento della soglia di rischio per le infrastrutture critiche, rappresentate in primis dagli ospedali impegnati nella cura di malati per Covid-19. Dall’inizio della pandemia si sono registrate 40 minacce informatiche a strutture sanitarie. Il Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale conferma la tendenza già registrata nel primo Report di una netta diminuzione della delittuosità su tutto il territorio nazionale dal 1° marzo al 10 maggio 2020. Il Report 2, dopo aver illustrato un generale decremento di tutte le fattispecie contro il patrimonio ma anche dei reati contro la persona (- 56% gli omicidi), svolge un approfondimento sugli episodi di violenza domestica – dove alla flessione delle denunce corrisponde, però, un’impennata delle chiamate al numero di pubblica utilità 1522 – e in materia di pedopornografia online, dove nonostante i pericoli connessi alla permanenza a casa di minori ed adulti, la Polizia Postale ha registrato nei primi quattro mesi dell’anno solo un lieve incremento dei reati. Quanto ai reati ambientali, viene segnalato solo un lieve incremento della combustione illecita di rifiuti, confermata a livello internazionale.

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