La maggioranza accusa l’opposizione: si oppone alla desecretazione delle carte sulla strage di Ustica. Il centrodestra replica: sono i parlamentari che sostengono il governo che non hanno acconsentito alla declassificazione degli atti di tutte commissioni d’inchiesta finite dopo il 2001. E Ignazio La Russa provoca: “Ho il sospetto che lo facciano per tenere segreti gli atti della commissione Mitrokhin“. Quarant’anni dopo i misteri sull’abbattimento del Dc9 Itavia inabissatosi nel mar Tirreno sono ancora fonti di polemica politica. E questa volta non c’entrano i risarcimenti ai familiari delle 81 vittime del volo partito da Bologna e diretto Palermo. Il casus belli è la desecretazione di tutti gli atti in possesso della commissione parlamentare d’inchiesta.

A sollevare la questione è stata la senatrice Nadia Ginetti: “Le opposizioni si sono rese protagoniste oggi di un fatto grave: hanno bloccato la desecretazione degli atti che riguardano la strage di Ustica di cui proprio il prossimo 27 giugno ricorre il quarantesimo anniversario”, denuncia in una nota la parlamentare di Italia Viva Nadia Ginetti, membro del consiglio di Presidenza a palazzo Madama. Una versione confermata anche da altri esponenti della maggioranza. Anna Rossomando, vicepresidente del Senato ed esponente del Pd, la ricostruisce così: “In Consiglio di presidenza, la maggioranza era al completo e pronta a dare il via libera. L’atteggiamento ostruzionistico di una parte dell’opposizione ha reso impossibile la votazione, che abbiamo richiesto più volte, e la presidente Casellati ha deciso di sconvocare la riunione del Consiglio”.

La 5 stelle Paola Taverna spera in una nuova riunione a stretto giro per togliere il segreto dagli atti: “Confidiamo di poter procedere quanto prima con il nostro voto favorevole. Le accuse mosse nei confronti della maggioranza da qualche esponente delle opposizioni sono la solita propaganda priva di fondamento”. L’esponente del M5s si riferisce alle parole di Ignazio La Russa, che ribalta le accuse della maggioranza sulla stessa maggioranza: La responsabilità di non aver desecretato gli atti della commissione di inchiesta su Ustica è della maggioranza, che non vuol desecretare anche gli atti delle commissioni che hanno chiuso i lavori dopo il 2001. La proposta della maggioranza era di desecretare gli atti delle commissioni chiuse entro il 2001. Io ho proposto di non fermarci a 20 anni fa, ma di arrivare fino almeno alla scorsa legislatura. Il risultato è che hanno rinviato ogni decisione“, dice l’esponente di Fratelli d’Italia. Che poi torna a evocare un vecchio cavallo di battaglia del centrodestra berlusconiano: “Ho il sospetto – ha detto- che lo facciano per tenere segreti gli atti della commissione Mitrokhin. Evidentemente è ancora un nervo scoperto”. La commissione Mitrokhin è quella che tra il 2002 e il 2006 lavora su alcuni documenti relativi alle attività illegali del Kgb, il servizio segreto dell’ex Unione sovietiva, in Italia.

Ma non è solo la desecretazione che contrappone maggioranza e opposizione. Anche il contenuto degli atti top secret ha infiammato il dibattito. Carlo Giovanardi, ex senatore di centrodestra, ha addirittura convocato una conferenza stampa per rendere pubblico quanto a suo dire si era appuntato nel 2016, visionando – in qualità di membro della commissione Moro – i dossier su Ustica. “Da questi atti – sostiene Giovanardi – emerge che nel 1980 il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, dopo l’arresto del loro referente a Bologna, Abu Saleh, deliberò che il patto con l’Italia che prevedeva di non compiere attentati sul nostro territorio in cambio della libera circolazione delle loro armi, era saltato, così avviando un’escalation di minacce contro il nostro Paese e ponendo fra gli obiettivi anche un aereo e vittime civili”. Nella commissione d’inchiesta sul caso Aldo Moro, però, sedeva anche Paolo Bolognese, ex senatore del Pd e già presidente dell’associazione familiari delle vittime di Bologna. “Evidentemente – dice Bolognesi – Giovanardi ha letto altre carte o è un visionario. Se parliamo delle stesse, ovvero dei documenti secretati su Ustica e Bologna, quella roba non c’è, non esiste. In pratica dice una balla colossale tra l’altro coperta da segreto di Stato. Queste tesi sono folli ho letto almeno 3 volte i documenti insieme ai servizi e mi sono fatto spiegare ogni passaggio. Ci sono atti anche molto interessanti relativi al Medio Oriente, ma nulla di ciò che sostiene lui. Nulla. Avrà letto altro, mi auguro”.

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