Vittorio Sgarbi è andato fuori controllo nell’aula della Camera. Dopo aver insultato i magistrati, il berlusconiano si è scagliato con “parole irripetibili” contro la deputata Giusi Bartolozzi (che di mestiere fa il magistrato) e la vicepresidente dell’aula Mara Carfagna, che in quel momento stava presiedendo l’assemblea. Sia Bartolozzi che Carfagna sono esponenti di Forza Italia, partito nel quale è stato eletto lo stesso Sgarbi. Espulso dall’aula per le offese pronunciate, il critico d’arte è stato portato via letteralmente di peso dall’emiciclo dai commessi, visto che si ostinava a non uscire. “Indecente e indegno il comportamento sessista del deputato Sgarbi quest’oggi in Aula. Ho dato mandato ai questori di aprire un’istruttoria per prendere gli opportuni provvedimenti. La mia piena solidarietà alla deputata Giusi Bartolozzi e alla vicepresidente Mara Carfagna”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico.

E dire che alla Camera doveva essere una normalissima giornata dedicata al voto sul decreto legge relativo a intercettazioni, scarcerazioni e app Immuni. Durante la discussione però Sgarbi ha preso la parola per scagliarsi contro il mondo delle toghe: “Dobbiamo aprire una commissione d’inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro, peggio dei criminali“. Parole applaudite da parte dell’Aula, ma che hanno suscitato anche reazioni assai critiche, a cominciare da quelle di Bartolozzi, che di lavoro fa proprio la magistrata. “Sentire da un collega che la magistratura tutta è mafiosa, a me fa inorridire“. “Non era tutta“, ha replicato Sgarbi, ricordando che Francesco Cossiga aveva definito l’Anm “un’associazione mafiosa“. Quindi ha rivolto offese sia a Bartolozzi che a Carfagna, secondo l’Ansa Sgarbi avrebbe pronunciato parole come “vaffanculo, stronza, troia” ed altre incomprensibili dalle tribune.

Carfagna, dopo l’espulsione e le grida, contestuali, di alcuni parlamentari rivolti a Sgarbi come “vergogna” e “pagliaccio“, ha chiuso la vicenda così: “L’onorevole Sgarbi ha pronunciato parole irripetibili nei confronti dell’onorevole Bartolozzi e anche della presidenza. In quest’Aula il rispetto reciproco penso che sia dovuto. Non dico soprattutto quando si tratta di una donna, però ascoltare insulti e offese ripetute nei confronti di una donna credo sia inaccettabile. E credo che tutta l’Aula dovrebbe unirsi alla solidarietà nei confronti dell’onorevole Bartolozzi”. Dopo l’espulsione Sgarbi non ha lasciato l’aula: prima si seduto negli scranni di Fratelli d’Italia, e poi in quelli della Lega. A quel punto quattro commessi lo hanno sollevato di peso, due per le gambe e due per le braccia, e lo hanno portato fuori.

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