Il governo chiederà un ulteriore scostamento di bilancio “con l’obiettivo di varare entro la metà del prossimo mese un ulteriore decreto che si curerà di prolungare e garantire la continuità e valutare la necessità di interventi aggiuntivi rispetto alle misure del decreto rilancio“. L’annuncio arriva dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenuto in audizione davanti alla commissione Bilancio della Camera. Il nuovo decreto su cui il governo è al lavoro, ha spiegato il ministro, prevede un’ulteriore proroga delle scadenze fiscali per le imprese più colpite dal Covid. Inoltre, ci saranno gli aiuti agli enti locali, con il “ristoro delle mancate entrate ai Comuni“. Ma anche nuove misure a sostegno dell’occupazione: il primo punto è sempre la cassa integrazione.

Gualtieri ha confermato la volontà del governo di chiedere un nuovo scostamento di bilancio “la cui quantificazione è in via di definizione”. Lo ha fatto durante l’audizione sul decreto rilancio: una seduta che è stata sospesa per tre volte a causa della bagarre di alcuni deputati dell’opposizione. Gualtieri, durante la valutazione sull’impatto economico del Covid e del lockdown, è stato più volte interrotto dal deputato Igor Iezzi (Lega), ripreso dal presidente della Commissione Luigi Borghi che lo ha più volte esortato a lasciare l’Aula.

Nel prossimo decreto il governo intende “intervenire per diluire maggiormente” la proroga – da settembre a dicembre – già varata “sugli adempimenti fiscali delle imprese di alcune filiere” particolarmente colpite dalla pandemia. L’obiettivo, ha spiegato Gualtieri, è “alleggerire sostanzialmente il carico fiscale sulle imprese che hanno subìto maggiormente l’impatto del coronavirus. Nel momento in cui va oltre il 2020 – ha proseguito il titolare del Mef – l’intervento ha un impatto di bilancio e quindi dovrà essere autorizzato“. Un rinvio delle scadenze “è necessario per ridurre pressione fiscale quest’anno sulle imprese colpite”.

Gualtieri ha affermato che il governo è al lavoro per varare il nuovo testo “entro metà del mese prossimo”. All’interno ci sarà “un doveroso ristoro ai Comuni” per le mancate entrate fiscali e per la liquidità, in modo da “colmare il gap” fra quanto già stanziato e quanto necessario per chiudere i bilanci. I comuni infatti hanno chiesto al governo ulteriori 3,5 miliardi oltre a quelli già stanziati nel decreto rilancio, per evitare di mettere a rischio l’erogazione di servizi essenziali come la raccolta rifiuti. Gualtieri ha precisato che lo stesso aiuto verrà destinato alle regioni e che per gli enti locali ci sarà “un rinvio delle scadenze di bilancio in modo da consentire a regioni e comuni di incorporare le risorse aggiuntive e poter assolvere ai loro adempimenti di bilancio”. La scadenza “dovrebbe essere il 15 settembre“.

Gualtieri ha poi confermato ulteriori misure a sostegno dei lavoratori, come ammortizzatori sociali e cassa integrazione: “Stiamo lavorando con il ministro Catalfo su dimensioni, forme e modalità”, ha assicurato il titolare del Mef. Con la ministra del Lavoro, ha spiegato ancora Gualtieri, “stiamo lavorando per un rafforzamento e prolungamento delle misure a sostegno del reddito anche tenendo conto della necessità di favorire la ripresa dell’occupazione e garantire al contempo una rete di protezione sociale“.

Il ministro era stato chiamato per dettare la linea delle modifiche da apportare al Dl Rilancio, all’esame della Commissione: per il momento, la ricerca di un accordo sugli 800 milioni ancora disponibili procede a passo lento. Il provvedimento doveva arrivare in Aula alla Camera in queste ore, invece è sempre impantanato in commissione Bilancio. E anche la seconda data, individuata per il 29 giugno, è saltata. Se ne riparla il 2 o il 3 luglio. Il testo è corposo, 266 articoli, e vale 55 miliardi, più di due manovre. Ma i tempi stringono: il via libera definitivo deve arrivare entro il 18 luglio e manca pure il passaggio al Senato. Per questo, a Montecitorio verrà quasi sicuramente posta la fiducia. Finora l’unica modifica (quasi certa) all’orizzonte è quella proposta dal governo per accorpare al Dl Rilancio il decreto con cui viene permesso alle aziende in crisi per il Covid di anticipare subito le 4 settimane di cassa integrazione inizialmente riservate all’autunno.

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