“Non è stato facile preparare l’esame mentre ascoltavamo le sirene delle ambulanze”. Viola è una delle prime studentesse ad aver dato la maturità questa mattina al liceo artistico Manzù di Bergamo. Abita tra Alzano Lombardo e Nembro e nel corso del colloquio ha parlato dell’importanza dell’articolo 32 della Costituzione, quello sul diritto alla salute. “Ci è voluta una pandemia per farci ragionare su quanto è importante”, racconta in attesa di essere chiamata dalla commissione. Gli studenti entrano dal portone principale uno alla volta, distanziati. Quasi tutti da soli, tranne qualcuno che si porta un amico. Il personale scolastico invita a sanificarsi le mani, mentre il preside Cesare Botti controlla che tutto sia pronto per la ripartenza. Negli scorsi giorni ha fatto arrivare dei box di plexiglas che sono stati montati sui banchi per aumentare il livello di sicurezza di docenti e studenti. “I ragazzi sono stati meravigliosi – ricorda il preside – sono stati a casa e si sono sono applicati durante le lezioni in maniera molto buona”. Gli fa eco la commissaria esterna Chiara Spatola: “Ci hanno insegnato molto in questo periodo, hanno avuto una capacità di resilienza superiore alla nostra insegnandoci a non lamentarci”.

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