Abbattute tirandole con delle corde. Poi, in molti casi, incendiate e buttate in laghi o specchi d’acqua. La folla, dopo la morte dell’afroamericano George Floyd, si è scagliata contro le statue di diversi personaggi accusati di essere “razzisti” o “schiavisti”. I manifestanti dal Minnesota a Londra, fino in Belgio, hanno preso di mira diverse effigi tra cui quelle di Robert Milligan, commerciante scozzese proprietario di schiavi, e Cristoforo Colombo, navigatore ed esploratore, già oggetto delle proteste dei vandali in passato. Proprio la statua del conquistatore, considerato un colonizzatore e uno sterminatore di nativi americani, è stata incendiata e buttata in un lago a Richmond, in Virginia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Floyd, il calcio americano abolisce il divieto di inginocchiarsi durante l’inno nazionale

next
Articolo Successivo

George Floyd, da St. Paul a Torino: continuano gli abbattimenti e gli imbrattamenti delle statue dei “razzisti”

next