Abbattute tirandole con delle corde. Poi, in molti casi, incendiate e buttate in laghi o specchi d’acqua. La folla, dopo la morte dell’afroamericano George Floyd, si è scagliata contro le statue di diversi personaggi accusati di essere “razzisti” o “schiavisti”. I manifestanti dal Minnesota a Londra, fino in Belgio, hanno preso di mira diverse effigi tra cui quelle di Robert Milligan, commerciante scozzese proprietario di schiavi, e Cristoforo Colombo, navigatore ed esploratore, già oggetto delle proteste dei vandali in passato. Proprio la statua del conquistatore, considerato un colonizzatore e uno sterminatore di nativi americani, è stata incendiata e buttata in un lago a Richmond, in Virginia.

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