“Da un giorno con l’altro siamo stati catapultati nell’inferno Covid senza una preparazione. Senza alcuna conoscenza in merito”. “Abbiamo continuato a fare il nostro lavoro ma con un ‘compagno’ in più. La paura”. Hanno dato sfogo ai loro pensieri gli infermieri che mercoledì mattina si sono dati appuntamento a Milano sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, per il flash-mob organizzato dal NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, in memoria dei colleghi morti nel corso dell’emergenza. Gli infermieri hanno chiesto alla politica di riconoscere il loro lavoro con un contratto dal giusto compenso economico, simile a quello dei loro colleghi europei. E poi hanno denunciato: “Gli infermieri morti in questi mesi di l’emergenza Covid in tutta Italia sono stati 40. Non c’è stata un’adeguata tutela. Noi della NurSind siamo stati i primi a denunciare delle incongruenze, mentre gli altri si nascondevano dietro le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

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