George Floyd è morto per “asfissia causata da compressione al collo e alla schiena“. Lo dice l’autopsia commissionata dalla famiglia sul corpo del 46enne afroamericano che il 25 maggio 2020 ha perso la vita durante un fermo di polizia, con l’agente Derek Chauvin che lo ha immobilizzato a terra facendo pressione col ginocchio sulla nuca fino a quando l’uomo ha smesso di respirare. Un risultato, quello prodotto dall’analisi dei medici interpellati dai familiari, che contrasta con quello commissionato dall’ufficio legale della contea di Hennepin, secondo cui Floyd non sarebbe morto per soffocamento, schiacciato dal peso dell’agente che lo teneva immobilizzato a terra.

Secondo l’autopsia ufficiale, contestata dalla famiglia della vittima, “gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”.

Un aspetto fondamentale che dovrà essere chiarito nel corso del processo, la cui prima udienza è già stata rinviata all’8 giugno. Chauvin, 44 anni, licenziato insieme agli altri tre agenti che hanno preso parte al fermo di Floyd, è stato incriminato di omicidio di terzo grado e di omicidio colposo di secondo grado. In base alla legge del Minnesota, si parla di omicidio di terzo grado quando viene provocata la morte di una persona “perpetrando un atto altamente pericoloso per altri e mettendo in luce una mente depravata”, senza alcun riguardo per la vita e senza l’intenzione di uccidere. Per omicidio colposo di secondo grado, invece, il Minnesota intende quando una persona “rischia consapevolmente di causare la morte o un grave danno fisico a un’altra”. Ma l’avvocato della famiglia di Floyd, Benjamin Crump, alla Cbs ha spiegato di non condividere l’accusa di omicidio colposo per l’agente Derek Chauvin e parla di “omicidio premeditato”.

Intanto per il capo della polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo, tutti e 4 i poliziotti coinvolti nel caso Floyd hanno “le stesse responsabilità”. “Floyd è morto nelle nostre mani e questo lo considero essere complici“, ha detto alla Cnn rispondendo ai familiari della vittima. “Silenzio e mancanza di azione, è essere complici – ha aggiunto -. Se solo ci fosse stata una voce…è quello che speravo”. I quattro poliziotti sono stati licenziati martedì. Per Arradondo il caso Floyd è una “violazione di umanità”. Il capo della polizia di Houston, Art Acevedo, manifestando solidarietà ai familiari di Floyd, che sarà sepolto a Houston, ha chiesto di scortare scortare il feretro di George nel suo ‘ritorno a casa’. “Vogliamo essere certi – ha detto – che la famiglia sia al sicuro, che il trasferimento sia sicuro e soprattutto vogliamo essere certi che la famiglia sappia che siamo qui per loro, per sostenerli”.

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