Per uno come lui ci sarebbe stato bisogno di un giro di campo in un palasport pieno di tifosi, ma viste le restrizioni sanitarie per il Covid-19, quell’appuntamento è rimandato. Giovedì sera Alessandro Fei, 42 anni da compiere a novembre, ha annunciato l’addio al volley giocato via Zoom, ricevendo a distanza gli omaggi degli ex compagni di squadra e dei suoi allenatori. Tra questi anche Andrea Gardini, ex centrale, di cui Fei era una riserva nel 1998, quando l’Italia ha vinto il suo terzo e ultimo mondiale ai campionati di Tokyo. In quella Nazionale “Fox”, questo il soprannome di Fei, era quasi un esordiente, vent’anni compiuti proprio il giorno della finale vinta contro la Jugoslavia. E di quella formazione Fei era anche l’ultimo giocatore rimasto in attività.

La carriera – Venticinque stagioni di cui 24 nella massima serie e 721 incontri disputati: con i suoi 9719 punti è il giocatore più prolifico di sempre del campionato italiano. Ha superato quel traguardo nel corso di questa stagione, battendo il record di Hristo Zlatanov, ora general manager della Gas Sales Piacenza in cui Fei ha chiuso la carriera da capitano dopo averla portata dalla Serie A2 (vincendo la Coppa Italia di categoria) alla Superlega. “Non ho alcun rammarico perché ho vissuto venticinque anni ad alto livello”, ha detto Fei. Nato a Saronno (Varese) e cresciuto a Foiano della Chiana (Arezzo), entra prestissimo nel giro delle nazionali giovanili guidate da Angelo Lorenzetti, ora allenatore dell’Itas Trentino. A 16 anni Gigi Schiavon lo porta alla Petrarca Padova che lo fa esordire in Serie A1 a 17 anni. Passa poi alla Lube Macerata, undici stagioni nella gloriosa Sisley Treviso con cui vince quattro scudetti e altri trofei, poi Piacenza, di nuovo la Lube, un anno a Latina e infine il ritorno in Emilia. In azzurro ha collezionato 253 presenze e, oltre al mondiale del 1998, può vantare due ori vinti negli Europei del 2003 e del 2005, due bronzi olimpici (Sydney 2000 e Londra 2012) e l’argento di Atene 2004. “Salutiamo un grande campione, ma soprattutto una bella persona che nel corso degli anni si è sempre distinto per la sua correttezza – ha detto il presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Bruno Cattaneo – A causa del coronavirus purtroppo non ha potuto salutare la pallavolo giocata con un meritato applauso, per questo motivo prometto che quando supereremo il periodo d’emergenza la Federazione Italiana Pallavolo troverà l’occasione per rendergli il giusto tributo”.

Esordiente in mezzo ai giganti – Torniamo al 1998, quando Fei, non ancora ventenne, entra nella nazionale maggiore in cui militavano giocatori come Andrea Gardini, Andrea Giani, Samuele Papi e altri “reduci” dell’era di Julio Velasco. “In nazionale con la ‘generazione di fenomeni’ era un gusto starci – ha ricordato Fei –. Non abbassavano mai la guardia in allenamento, davano sempre il massimo. Mentalmente erano una macchina da guerra. Il mio percorso è partito da loro e quell’esperienza da giovane mi ha cresciuto molto”. “Quando l’ho conosciuto era un ragazzino con un carattere molto particolare – ha detto di lui Gardini –, l’anno scorso ho ritrovato un uomo completamente diverso. Maturo, posato, attento, preciso ma con uno spirito sempre goliardico. Una trasformazione veramente importante. E poi c’è quella qualità che solo i grandi hanno: non aver mai bisogno di troppe informazioni e nozioni, trovare da soli il modo di risolvere i problemi”. “Da centrale ha uno degli attacchi più belli a tutt’oggi: abbiamo il Gardo (Gardini, ndr.) e lui”, ha commentato Giani che come Fei ha giocato nei ruoli di centrale e opposto, prima di diventare l’allenatore di Modena e della nazionale tedesca. Un’efficace descrizione di Fei l’ha data Simone Rosalba, suo compagno di stanza durante il mondiale del 1998: “Dicevano di me che avevo talento. Io non capivo cosa fosse fino a quando non ho visto ‘Fox’: riusciva a fare cose incredibili con una facilità imbarazzante”.

Il futuro da team manager – Fei rimarrà alla Gas Sales Piacenza col ruolo di team manager: “Appena mi è stata fatta questa proposta ho accettato subito”. “Sono onorato e contento di averlo nel nostro team di lavoro – ha detto Zlatanov –. L’ho conosciuto da avversario, ho condiviso con lui l’Olimpiade, ho apprezzato tanto il fatto che abbia sposato il nostro progetto, scendendo di categoria. Ha dato un grande contributo a questa società ed è anche grazie a lui che siamo in Superlega”. “Alessandro è un personaggio dal grande carisma, per noi rimarrà sempre il nostro grande capitano”, ha aggiunto la presidente della società, Elisabetta Curti.

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