I test sierologici eseguiti dalla Regione avevano dato il migliore degli esiti: nessun caso di Covid era in corso presso la Rsa Casa dei Tigli di Millesimo, in provincia di Savona. Dieci giorni dopo, però, la situazione è cambiata radicalmente, tanto che i tamponi a tappeto hanno portato alla luce l’esatto opposto: 40 su 43 ospiti della Residenza sanitaria assistita del ponente ligure sono positivi. I test erano stati eseguiti il 10 aprile con esito negativo, il 23 aprile, però, tre ospiti erano stati trovati con febbre e, quindi, la struttura ha proceduto con i tamponi per tutti. Quindi i risultati choc: gli ospiti sono quasi tutti positivi, anche se solo 3 su 40 hanno sintomi evidenti, a loro si sommano 18 operatori della struttura, su un totale di 42.

Al momento gli ospiti ricoverati in struttura hanno pochi sintomi, 3 sono stati trasferiti in ospedale. Lunedì arriverà nella Rsa una squadra di infermieri esperti per valutare la situazione e verrà effettuato un nuovo monitoraggio. La struttura è gestita dalla Cooperativa Il Faggio, coinvolta nell’inchiesta della Procura locale sulla gestione dell’emergenza Covid nelle Rsa.

Resta da capire se il contagio sia subentrato in un secondo momento, oppure se i sierologici effettuati presso la struttura non abbiano dato una percentuale di falsi negativi superiore alla media, come per altro accaduto in molte strutture liguri dove il 21 aprile, al termine dello screening sierologico, il governatore Giovanni Toti esprimeva soddisfazione per la negatività dell’86% degli ospiti delle Rsa della Regione. A sua volta l’agenzia regionale Alisa, sulla base dei sierologici, ha suddiviso tutte le Rsa della Liguria in cinque categorie: ad elevata criticità, a criticità moderata, a criticità lieve, senza criticità, totalmente integre e il 63% delle strutture rientra nelle ultime due classi.

“La struttura era monitorata da più di un mese – ha detto all’Adnkronos Ernesto Palummeri, consulente di Alisa per le problematiche legate all’invecchiamento, incaricato di seguire la situazione delle Rsa per anziani in Liguria nel corso dell’emergenza coronavirus – Fino a 10 giorni fa nella nostra analisi era inserita nella cosiddetta area verde, tra quelle che non avevano mai avuto casi. Poi una volta che entra, il virus si espande rapidamente e ha colpito sia ospiti che personale. Se si guarda la scheda di una settimana fa sembrano 2 strutture completamente diverse: erano stati fatti i sierologici e la situazione era tranquilla, ospiti negativi e personale al completo e con adeguata fornitura di dispositivi“.

La notizia, per altro, arriva mentre la Regione Liguria è nel pieno delle polemiche sulla decisione del governatore di accentrare la sanità regionale nelle mani del commissario della “superasl” Alisa, Walter Locatelli. In base a un’ordinanza del 7 maggio di cui scrive il Secolo XIX, che è stata voluta dall’assessore alla Sanità Sonia Viale e firmata da Toti, tutti provvedimenti legati all’epidemia di Covid-19 nella cosiddetta Fase 2 passano sotto la regia dell’Agenzia regionale per la sanità. L’ordinanza dà in pratica pieni poteri a Locatelli e al suo staff, che dovranno vagliare tutte le decisioni sull’organizzazione di tamponi e test, la riduzione dei posti letto in terapia intensiva, oltre allo smantellamento di ospedali o reparti Covid. I direttori delle Asl liguri e del Policlinico San Martino, esemplare hub regionale per il Covid, non potranno quindi più assumere decisioni in autonomia. L’assessore Viale parla di provvedimento “fatto per supportare le direzioni generali e per aiutarle ad allinearsi alle decisioni di sistema che passeranno dalla task force ligure. I territori chiedono riaperture di ospedali o di servizi che non possono essere demandate alle singole Asl. Siamo in una fase molto delicata”.

Le opposizioni però sono sulle barricate. “Il messaggio è molto chiaro: nessuno disturbi il manovratore. Facciamo notare che il manovratore, a oltre due mesi dall’inizio dell’epidemia, ha ormai ampiamente mostrato di avere gestito l’emergenza male e con gravi ritardi su molti dei suoi aspetti più importanti, fra cui test sierologici, tamponi, assistenza domiciliare e farmaceutica, controllo delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite) – scrive in una nota il gruppo PD Regione Liguria che parla di commissariamento del sistema sanitario regionale con una decisione “forzata e intempestiva” – Se a questo aggiungiamo il fallimento della gestione sanitaria regionale ancora prima dell’emergenza, testimoniato ad esempio dalla vicenda dei pazienti oncologici genovesi costretti a essere curati in trasferta a Savona, la situazione appare paradossale e drammatica“.

Secondo i dem si tratta di un “atto disperato di chi le ha sbagliate tutte e vuole difendersi nel fortino, dicendo a posteriori che se qualcuno ha sbagliato non è lui, piuttosto che la scelta di chi ha nelle sue mani il saldo controllo della situazione”. Quindi il dito è puntato contro l’accentramento di “tutto nelle mani di chi peraltro ha dimostrato evidenti e preoccupanti limiti nel guidare l’emergenza”.

Sulla stessa linea Sinistra Italiana Liguria che sottolinea come la pandemia Covid abbia dimostrato “che la sovrastruttura dell’Azienda Sanitaria Ligure (Alisa) non è stata in grado di fronteggiare l’emergenza. La nostra regione è purtroppo ancora nella Fase 1, ai primi posti per tasso di mortalità, di letalità e di perseveranza nella diffusione del contagio, agli ultimi per effettuazione dei tamponi, come evidenziano i dati della Protezione civile“. E ancora: “Il fallimento di Alisa dimostra che l’esportazione in Liguria del modello Lombardia non ha funzionato, come del resto non ha funzionato nella Lombardia stessa. Invece di trarre insegnamenti dalla cattiva gestione dell’epidemia, eliminando la struttura inefficiente di Alisa, riorganizzando le Asl, che cosa propongono Toti e Viale? La riconferma e la moltiplicazione degli errori di partenza: aumentano di molto i poteri di Alisa, un super contenitore che risponde solo all’Assessorato ed è al di fuori di ogni controllo democratico”. In sostanza, sostengono da Si, “l’esecutivo regionale vuole le mani libere sulla sanità alla vigilia della campagna elettorale. Per farne che cosa? Per esempio, come ha già dichiarato Toti, per andare avanti nella privatizzazione della sanità. Per esempio per potere elaborare i dati della pandemia in maniera tale da minimizzare al massimo gli aspetti preoccupanti, sottovalutando ogni pericolo”.

Rincara la dose Alice Salvatore, capogruppo Movimento 5 Stelle in Liguria, per la quale Locatelli “non si è mai distinto per capacità nella gestione sanitaria ma è commissario straordinario dell’azienda AliSa, se così si può dire visto che lo è da quattro anni con doppia proroga per lui e per tutto il suo staff, arrivato dopo anni di gestione non sempre limpida, nei risultati, della sanità lombarda. Ora potrà guidare in completa autonomia qualsiasi decisione, senza doversi confrontare con nessuno, la fase due e le successive fasi inerenti il Covid-19″ . La Salvatore, poi, ritiene “oltremodo ridicolo poi che chi elimina l’autonomia delle Asl sia lo stesso che ogni giorno chiede autonomia dal governo per la Regione che guida”.

In serata Locatelli ha fatto sapere che non ci sarebbe “nessun commissariamento da parte di Alisa nei confronti delle Asl liguri, ma solo un opportuno monitoraggio dei dati Covid per controllare la fase 2, come richiesto dall’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è quello di essere organizzati e strutturati in modo da garantire un’attività capillare affidata ai sistemi sanitari regionali”. Secondo il commissario bergamasco “lo spirito dell’ordinanza di Regione Liguria prevede di affidare ad Alisa la governance regionale dell’emergenza Covid 19 per ottenere maggiore omogeneità organizzativa“. Si tratterebbe quindi di “una situazione eccezionale in cui il sistema sanitario necessita di coordinamento, non di commissariamento, per adottare le migliori scelte, efficaci e appropriate”. E in effetti questo sarebbe stato lo scopo di Alisa che, come ricorda perfino il commissario, “è nata nel 2016 per dare una governance unica a tutte le Asl in un’ottica di integrazione e per il raggiungimento delle migliori performance per il sistema e per i cittadini”.

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