“Chi supera il Covid19 è una persona che ha temuto per la propria vita, ha visto morire compagni di stanza, oppure essendo positivi si sente responsabile per aver contagiato familiari dunque si porta dietro un senso di colpa”. Marta Corradini fa parte della squadra di psicologi dell’Azienda sanitaria di Milano chiamata a dare una mano alle persone dimesse dagli ospedali dopo la malattia del Covid. Un servizio che da una settimana è attivo anche per le oltre duecento persone che sono ospitate all’Hotel Michelangelo, a due passi dalla stazione centrale di Milano. “Questo hotel è stato concepito come un luogo per mandare persone che sono state dimesse dagli ospedali, ma che non accoglibili presso il proprio domicilio” spiega il coordinatore sanitario per l’Ats dell’Hotel Giorgio Ciconali. “Una delle principali problematiche per gli ospiti è che non sanno quanto dovranno rimanere isolati qui dentro”.

In media trascorrono in stanza dai quattordici ai venti giorni ma tutto dipende dal trascorso clinico e dall’esito dei tamponi. E così il sollievo iniziale di ritrovarsi in un posto sicuro può tramutarsi in un malessere psicologico come racconta Corradini: “In queste stanze c’è l’impossibilità di fare i conti con un tempo definito. Questa mancanza di tempo definito può creare ansia oltre al senso di solitudine con cui si devono confrontare tutti i giorni”. Oltre allo sportello telefonico, il servizio prevede anche la possibilità di interventi più continuativi nel tempo grazie anche alla collaborazione con l’associazione Emdr. “I sintomi ricorrenti sono insonnia, incubi, paura di morire, ansia continua e l’incapacità di uscire da questa situazione di paura e preoccupazione che li ha accompagnati nella fase della malattia – conclude la psicologa – le persone continuano a sentirsi all’erta e fanno fatica a riprendere una vita serena

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