I casi di coronavirus nel mondo hanno superato i due milioni e la metà è in Europa. Solo negli Stati Uniti sono più di 609 mila, con 26mila morti, 2375 nelle ultime ventiquattr’ore. Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha deciso che firmerà un ordine esecutivo che obbliga tutte gli abitanti ad indossare una mascherina o una copertura per naso e bocca in pubblico in tutte le situazioni nelle quali non sarà possibile rispettare il distanziamento sociale di 2 metri. In Spagna calano i morti ma aumentano i contagi e per il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei medici francesi, “non ci sono spiegazioni mediche a riaprire le scuole” dopo l’11 maggio, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron. Nel Paese, intanto, le vittime hanno superato la soglia delle 17mila e sono stati registrati 668 casi di marinai della portaerei nucleare Charles de Gaulle positivi.

L’11 maggio riapriranno bar e ristoranti anche in Danimarca, che ha però riaperto le scuole. In Svezia, che finora non ha deciso nessuna misura di lockdown e dove il premier socialdemocratico Stefan Lofven l’11 aprile ha ammesso per la prima volta di “non avere fatto abbastanza”, 1.033 persone, di cui 594 uomini e 439 donne, sono morte. La Russia supera i 24mila contagi con il record di casi in 24 ore (oltre 3380) e si attrezza per allestire altri 21mila posti letto a Mosca nei prossimi dieci giorni. Boom di contagi a Singapore: ieri 386 nuovi positivi, oggi altri 334 nuovi, per un totale di 3.252, inclusi 10 decessi. Gli scenari nella città-stato sono tornati a essere critici negli ultimi giorni dopo un lungo periodo di stabilizzazione del contagio, considerato tra i più riusciti con Hong Kong e Taiwan.

Spagna – Il numero di decessi giornalieri è sceso leggermente a quota 523. Aumentano invece le infezioni, rimbalzate del 3% e arrivate a quota 177.633. Sono invece 18.579 i decessi rilevati nel Paese dall’inizio della pandemia.

Francia – Il numero dei decessi in Francia per Coronavirus ha superato quota 17mila con il conteggio delle case di cura, i cui dati affluiscono giorno dopo giorno ma non si riferiscono alle ultime 24 ore. I morti negli ospedali sono stati 514 da ieri e il totale, aggiungendo i 6.624 degli ospizi, è di 17.167.

Germania – I controlli ai confini saranno prorogati per altri 20 giorni, fino al 4 maggio e non riguardano le frontiere con Paesi Bassi e Belgio. Secondo l’agenzia Dpa, il governo tedesco vorrebbe consentire la riapertura dei negozi che abbiano una superficie fino a 800 metri quadrati. La Bild online scrive che, secondo quanto trapela dalla Conferenza Stato – Regioni in corso le grandi manifestazioni resteranno proibite almeno fino al 31 agosto. Il governo federale tedesco e le autorità dei Land si apprestano a raccomandare l’uso “quanto prima” di mascherine a bordo dei mezzi di trasporto pubblico e all’interno dei negozi.

Francia – Registra il suo record negativo: 762 decessi nelle ultime 24 ore. Sale così a 15.729 il totale delle vittime, mentre i casi confermati sono arrivati a 103.573. Per il dottor Patrick Bouet, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei medici francesi, “non ci sono spiegazioni mediche a riaprire le scuole” dopo l’11 maggio, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron. Per Bouet, la decisione “rivela una assoluta mancanza di logica”. “Non comprendiamo questo annuncio – ha detto il medico a Le Figaro – la prima decisione è stata di chiudere le scuole, i licei e le università. Per due ragioni, da una parte perché sappiamo che i ragazzi sono vettori potenziali senza sviluppare essi stessi l’infezione, a parte rare eccezioni. D’altra parte, perché è difficilissimo a scuola far rispettare le norme di distanziamento sociale. E adesso, il primo ambito in cui il presidente vuole togliere il confinamento è quello scolastico! Perché non dovrebbe presentare più gli stessi rischi?”. Per il presidente dell’ordine dei medici, riaprire le scuole “significherebbe rimettere in circolazione il virus. I ragazzi incontreranno gli insegnanti e gli altri addetti e potranno contaminarli. Il virus potrà tornare nelle famiglie, rimaste confinate 2 mesi, che potranno ritrovarsi infettate dai contatti dei loro figli all’esterno”.

Gran Bretagna – Il governo britannico ha annunciato che sottoporrà al test per il Covid-19 il personale che lavora nelle case di cura e migliaia di residenti e ha fissato l’obiettivo a 100mila test al giorno entro la fine di aprile. I funzionari britannici sono stati ampiamente criticati per il dilagare dell’epidemia nelle case di cura. Le organizzazioni benefiche hanno accusato il governo di trattare gli anziani come se non contassero, e gli assistenti sociali hanno riferito che il nuovo coronavirus sta causando “devastazione” nelle case di cura di tutto il Paese. Le statistiche ufficiali hanno mostrato come ci sarebbe stato il 15% in più dei decessi per Covid-19 rispetto a quanto riportato nei conteggi giornalieri, di questi, centinaia sarebbero avvenuti proprio nelle case di cura.

Belgio – Il Belgio prolunga fino al 3 maggio incluso le misure restrittive prese per limitare la pandemia di Covid-19. Lo ha annunciato la premier Sophie Wilmes al termine della riunione del Consiglio nazionale per la sicurezza.

Svizzera – Il numero di infezioni da Covid-19 confermate in Svizzera e Liechtenstein ha raggiunto quota 26.336. I nuovi casi rilevati nelle scorse 24 ore sono stati 260. I nuovi decessi sono 73, per un totale di 973. L’incidenza dei contagi in Svizzera è di 308 casi per 100.000 abitanti, una delle più alte in Europa.

Irlanda del Nord – Il governo locale dell’Irlanda del Nord ha annunciato oggi un’estensione del lockdown, in vigore in tutto il Regno Unito da oltre tre settimane, per almeno altre tre. La decisione anticipa quella attesa dal governo di Londra per l’intero Regno fra domani e venerdì, sulla base del parere del comitato scientifico. La first minister unionista nordirlandese, Arlene Foster, ha detto che bisogna tener duro e fare tutto il possibile, in termini di distanziamento sociale, “per ridurre il picco dei contagi” che in Ulster hanno superato quota 2.000, con 121 morti.

Stati Uniti – Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha annunciato la proroga sino al 15 maggio della chiusura delle scuole e delle altre restrizioni contro il coronavirus, tra cui il blocco delle attività non essenziali, l’ordine di stare a casa e il divieto di raduni di dieci o più persone. Anche il governatore della vicina Virginia, Ralph Northam, ha esteso la chiusura delle attività non essenziali, dal 23 aprile all’8 maggio. Il suo ordine di restare a casa è valido invece sino al 10 giugno.

Russia – 3.388 nuovi casi in un giorno, un nuovo preoccupante record per il Paese. I dati ufficiali riportati stamani dall’agenzia Tass parlano ormai di un totale di 24.490 casi in 84 regioni. Ieri erano stati segnalati 2.774 nuovi casi. In Russia sono 198 i morti con coronavirus, dopo che nelle ultime 24 si sono registrati altri 28 decessi, e 1.986 le persone guarite dopo aver contratto l’infezione.

Finlandia – 3.161 casi di Covid-19 e 64 morti. La premier Sanna Marin ha deciso di togliere i blocchi stradali da e verso la regione di Uusimaa, dove si trova la capitale Helsinki, imposti per contenere la diffusione del coronavirus. Tuttavia, ha avvertito che la pandemia in Finlandia “non è ancora sotto controllo. Restiamo alla mercè del virus”. Motivo per cui la premier ha chiesto alla popolazione di evitare i viaggi comunque. “Non è il momento di recarsi nella propria casa di campagna”, ha detto. Restano in vigore la chiusura delle scuole e il divieto di assembramenti con più di 10 persone. Un gruppo di esperti presenterà un rapporto al governo la prossima settimana su quanto ancora dovranno restare in vigore le restrizioni e se si dovranno introdurre nuove misure come ad esempio l’uso di mascherine in tessuto quando ci si trova in luoghi pubblici.

Danimarca – Dopo un mese di chiusura per l’emergenza coronavirus, oggi riaprono nidi, scuole materne ed elementari. La decisione di far ritornare a scuola circa 10mila bambini è stata presa per aiutare le famiglie che in queste settimane hanno dovuto prendersi cura dei figli continuando ad andare al lavoro. Alle scuole è stato chiesto di rispettare certe regole, compresa quella di mantenere le distanze tra i bambini. Ed alcuni istituti non riapriranno fino al prossimo lunedì per poter approntare le misure. La riapertura delle scuole è il primo passo del governo che ha agito velocemente di fronte alla pandemia chiudendo i confini il 14 marzo, dopo aver registrato i primi casi. Rimarrà in vigore fino almeno il 10 maggio la chiusura per ristoranti, caffè, bar ed altri luoghi di ritrovo.

Cina – “Sono cessate le attività” dell’ospedale da campo allestito in dieci giorni nella città di Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus. Gli ultimi quattro pazienti, scrive il China Daily, “sono risultati negativi ai test per il coronavirus, ma sono in condizioni gravi a causa di altre patologie e ieri sono stati trasferiti all’Ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan”. La chiusura dell’ospedale, inaugurato l’8 febbraio con 1.500 posti letto, è uno sviluppo importante nella lunga battaglia della città cinese focolaio del virus contro il Covid-19. Oggi nella provincia di Hubei, dove si trova Wuhan, un’altra persona è morta a causa della pandemia di coronavirus, ma le autorità locali non hanno segnalato nuovi casi. I dati ufficiali parlano di 3.342 morti con coronavirus nel gigante asiatico.

Giappone – Circa 850mila persone potrebbero ammalarsi gravemente di Covid-19 in Giappone e 420mila di loro potrebbero morire, se il distanziamento fisico e altre misure non saranno rispettate. Lo ha previsto una commissione governativa locale, nel Paese che ha la popolazione più anziana al mondo. C’è preoccupazione su Tokyo, che ha applicato misure di stato d’emergenza a titolo volontario e non risarcisce i lavoratori per i guadagni perduti. Inoltre, le compagnie giapponesi sono state lente a introdurre il telelavoro e le persone hanno continuato a usare i trasporti pubblici per recarsi in uffici con molti lavoratori. Inoltre, i pazienti vengono trasferiti in ospedali non specialistici e hotel mentre il numero di contagi cresce nella capitale, dove gli esperti ritengono che il sistema sanitario sia sull’orlo del collasso. In Giappone i casi confermati di contagio sono oltre 8.800, i decessi 131, di cui 70 su una nave da crociera che fu messa in quarantena vicino alla capitale. Il ministero della Salute ha dato notizia di 457 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Circa un quarto delle infezioni è stato rilevato nella capitale.

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