Il corteo funebre che ha accompagnato il feretro di Rosario Sparacio, fratello del più noto Luigi, numero uno della mafia messinese a fine anni ’90 (e poi collaboratore di giustizia), è adesso sotto la lente d’ingrandimento della polizia. Coordinati dalla procura di Messina, guidata da Maurizio De Lucia, che sull’accaduto ha aperto un’inchiesta, gli agenti della Mobile stanno passando al vaglio foto e immagini acquisite dalle telecamere piazzate lungo la via che costeggia il cimitero. Illeciti amministrativi, per avere violato le disposizioni del governo sul Coronavirus, ma non solo: al vaglio dei poliziotti anche profili penali. Le indagini proseguono in questi giorni a tamburo battente, infatti, per verificare se nel gruppo di persone (almeno una quarantina) che ha seguito il carro funebre lo scorso sabato, ci fossero persone soggette a quarantena o sottoposte ai domiciliari.

Intanto l’ultimo saluto a “ziu Sarino”, condannato in via definitiva per estorsione e padre di Salvatore Sparacio, condannato a sua volta in via definitiva per associazione mafiosa, ha provocato una vera e propria bufera sul sindaco di Messina, Cateno De Luca: “Dopo aver per giorni fatto nomi e cognomi di semplici cittadini che secondo lui stavano violando la quarantena, De Luca, non si è accorto che nella sua città si è probabilmente celebrato l’unico corteo funebre svolto in Italia in questo mese: quello di ‘Zio Sarinu’, fratello dell’ex boss mafioso Sparacio”, dice Fausto Raciti, deputato del Partito democratico. E insiste: “Siamo di fronte a una grave ‘disattenzione’ da parte di un’istituzione che si è rivelata forte con i deboli e debole con i forti. Per questo – continua Raciti – presenterò oggi stesso un’interrogazione al governo che faccia luce su quanto accaduto. È un atto dovuto verso tutti quei cittadini messinesi che stanno rispettando correttamente le regole, e non meritano né ingiustizie, né beffe”.

Contro il primo cittadino, anche il presidente della commissione antimafia regionale, Claudio Fava: “Mentre in Italia non si celebrano funerali nei matrimoni, com’è possibile che a Messina abbiano accompagnato al cimitero il fratello di un capomafia? Dietro il feretro di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici…”. Ma dal primo cittadino, stavolta, secondo Fava, troppo silenzio: “Dal sindaco Cateno De Luca sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore al petto, stavolta solo silenzio”. Un “fatto gravissimo” per il questore della Camera, il Cinquestelle messinese, Francesco D’Uva. E anche D’Uva si rivolge al sindaco: “Chi si fa garante dei messinesi sullo Stretto lo faccia anche sul territorio comunale. Si faccia chiarezza, senza distinzioni”.

“Sul corteo funebre del fratello del boss è necessario che venga fatta chiarezza al più presto dagli organi preposti”, chiede, invece, la collega Grazia D’Angelo, senatrice messinese del M5s. Che sottolinea: “La politica non sta facendo alcuna speculazione ai danni di Messina e del primo cittadino, ma vogliamo, anzi, che la comunità messinese venga tutelata e messa a conoscenza di questi fatti che, se confermati, rappresenterebbero una pagina bruttissima per la nostra città”.

Una vera e propria bufera sul sindaco, che in prima battuta aveva definito il corteo “inesistente”. Definizione che gli aveva procurato il plauso dei parenti del defunto, dal quale De Luca ha preso però subito le distanze, correggendo il tiro anche sul corteo: “Non voglio essere ringraziato dalla famiglia Sparacio per una vicenda che ho appreso dalla stampa e ho avuto modo di verificare solo oggi con l’ufficio di gabinetto del questore”.

Bersagliato su più fronti negli ultimi giorni, criticato anche dall’arcivescovo di Messina, durante l’omelia pasquale per il messaggio circolato con l’auto del Comune con linguaggio giudicato da più parti inappropriati. “Rustu a casa pi cazzi mei. Buona Pasqua”, questo gridava la voce registrata dall’automobile del comune, che girava per la strade della città. Attaccato anche per la distribuzione di uova pasquali nei quartieri poveri della città dello Stretto, Cateno De Luca, ha detto su facebook: ”L’amarezza non mi ha fatto dormire e una vena di depressione stamattina mi ha impedito di riprendere le mie attività, perché non comprendo in un momento così delicato a cosa servono certe strumentalizzazioni?”. Il primo cittadino si è rivolto ai suoi contatti sui social in vestaglia.

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