Il numero totale delle persone morte a causa del coronavirus supera quota ventimila. Ma la curva di crescita del contagio fa registrare il suo minimo storico: è praticamente al 2%, mai stata così bassa dall’inizio dell’epidemia. Nel lunedì di Pasqua dalla quotidiana conferenza stampa della Protezione civile arrivano notizie di segno opposto: il virus continua a infettare e a uccidere. Ma lo fa in modo meno massiccio rispetto a prima. Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 3.153 casi. Vuol dire che il trend di crescita del contagio è al 2,01%: la scorsa settimana cresceva in media del 3%, quella prima del quattro. Retrocede, lentamente ma costantemente. “Siamo ancora nella fase uno, senza dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi”, avverte Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità. “Il tempo che passa tra il momento del contagio e il momento della notifica dei dati, cioè oggi, può essere anche di 20 giorni, per cui se si legge che oggi ci sono 300 nuovi contagì, sono in realtà nuovi casi, quindi che hanno acquisito le infezioni 20 giorni fa. Quello che si vede oggi è qualcosa che in termini di contagi è attribuibile a giorni fa, questo è importante per capire bene il senso dei dati”, ha aggiunto il componente del Comitato tecnico-scientifico.

“Numero dei morti ultimo a diminuire” – Con quelli di oggi, il numero totale dei casi sfiora i 160mila: sono 159.516. Per quanto riguarda i guariti, hanno sconfitto il virus in 35.425: nelle ultime 24 ore sono 1.224. Calano ancora, ed è il decimo giorno consecutivo, i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.260 i pazienti in Rianimazione, 83 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.143 sono in Lombardia, 33 in meno rispetto a ieri. Dei 103.616 malati complessivi, 28.023 sono ricoverati con sintomi, 176 in più rispetto a ieri, e 72.333 sono quelli in isolamento domiciliare. Superato il milione di tamponi: sono 1.046.910. Continuano a crescere, purtroppo, anche le vittime, che superano quota ventimila: con i 566 di oggi, il numero preciso di morti è di 20.465. Quando potremo vedere gli effetti delle misure di contenimento anche sui decessi? “Credo sia l’ultimo indicatore a diminuire perché il tempo che intercorre tra contagi e decessi è il più lungo, purtroppo è l’ultimo degli indicatori che vedremo deflettere. Sicuramente c’è stata una diminuzione, ma prima vedremo diminuire i casi e poi i decessi. Ecco perché dobbiamo consolidare i dati e resistere”, ha detto Rezza. Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha invece bollato come “prematura “qualsiasi ipotesi di riapertura di alcune filiere produttive nelle prossime settimane. “La task force è al lavoro su un report – ha detto -, poi una valutazione sarà fatta dal decisore politico”.

Lombardia, 1.262 nuovi casi e 280 vittime. Male Milano – Nella Regione più colpita le persone positive sono 60.314 con un aumento di 1.262. Ieri c’era stato un aumento di 1.460 casi ma oggi sono stati processati circa 4000 tamponi in meno. Il tasso di crescita è al 2,13% su base regionale, del 3,5% in provincia di Milano, ma arriva al 5,32% nel capoluogo. Se si esclude la provincia di Milano, l’intera Regione ha una progressione dell’1,7%. I nuovi casi registrati nel capoluogo, invece, rappresentano il 15% dei nuovi positivi dell’intero Paese. Nella provincia meneghina ci sono stati 481 nuovi contagi (ieri 412) per un totale di 14.161, mentre nela città del Duomo i nuovi casi sono 296 (ieri 193) per un totale di 5.857. “A Milano c’e ancora troppa gente che si muove“, ha detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera, chiedendo “controlli più incisivi” da parte delle forze dell’ordine. I decessi, invece, ono 10.901, con un aumento di 280 vittime mentre ieri era stato di 110. I ricoveri sono arrivati a 12.028, con un aumento di 58, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono 1.143, con un calo di 33. Per Gallera quelli di Pasquetta sono dati “non molto soddisfacenti“. Da segnalare, inoltre, il balzo dei nuovi contagi a Cremona, una delle città sin dall’inizio duramente colpita dall’epidemia ma che da giorni faceva registrare aumenti moderati: oggi ben 224 nuovi casi rispetto ai 63 di ieri (totale 4.945). Confermata la tendenza al netto calo a Bergamo con 82 nuovi casi (ieri 51), totale 10.391 e soprattutto a Brescia dove si registrano 100 casi in più (ieri 269) totale 10.968.

I casi regione per regione – Per quanto riguarda le altre regioni sono 13.818 le persone positive in Emilia-Romagna, 146 più di ieri e una curva di crescita del 1,7%. I casi sono 12.765 in Piemonte (+260), 10.766 in Veneto (+37), 6.257 in Toscana (+95),3.365 in Liguria (+32), 3.080 nelle Marche (-34), 3.920 nel Lazio (+103), 3.062 in Campania (+5), 2.080 a Trento (-2), 2.512 in Puglia (+60), 1.307 in Friuli Venezia Giulia (-19), 2.050 in Sicilia (+2o), 1.778 in Abruzzo (+36), 1.537 nella provincia di Bolzano (+22), 625 in Umbria (-62), 914 in Sardegna (+11), 791 in Calabria (-4), 582 in Valle d’Aosta (-6), 270 in Basilicata (-7), 202 in Molise (0). Quanto alle vittime, se ne registrano 2.615 in Emilia-Romagna (+51), 1.826 in Piemonte (+97), 882 in Veneto (+26), 518 in Toscana (+23), 760 in Liguria (+11), 713 nelle Marche (+13), 284 nel Lazio (+5), 248 in Campania (+6), 300 nella provincia di Trento (+7), 267 in Puglia (+7), 202 in Friuli Venezia Giulia (+7), 171 in Sicilia (+8), 224 in Abruzzo (+12), 212 nella provincia di Bolzano (+7), 52 in Umbria (0), 75 in Sardegna (+2), 67 in Calabria (+1), 115 in Valle d’Aosta (+3), 18 in Basilicata (0), 15 in Molise (0).

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