Mascherine obbligatore a fine mese con vendita nei supermercati e tabaccherie a prezzi dimezzati rispetto a quello di costo, piano sociale-economico con erogazione immediata di liquidità a favore delle fasce più deboli e alle piccole imprese, aumento delle pensioni minime per maggio e giugno fino a 1000 euro. Sono le misure annunciate dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, come sempre, ha ammonito tutti a rispettare le regole in vista del weekend pasquale.
La mobilità è vietata – ribadisce – rimanere a casa è essenziale. Se in questo fine settimana ci rilassiamo, tra due settimane conteremo le migliaia di nuovi contagi. Quella di quest’anno sarà una Pasqua che ci ricorderemo tutti quanti. Saranno giorni complicati, è inutile nasconderlo. Ma dobbiamo stringere i denti ed evitare atti di irresponsabilità. Saranno sospese le manifestazioni religiose. Direi a tutti di seguire l’esempio straordinario di Papa Francesco. In queste ore stiamo anche lavorando perché c’è il pericolo di rientri dal Nord. Ci saranno posti di blocco ai caselli autostradali e un controllo preventivo alle stazioni ferroviarie. I controlli saranno rigorosi e le ammende vanno da 400 a 4mila euro“.

Battuta anche sul “tamponamento a tappeto” in Veneto: “Noi in Campania stiamo procedendo sulla base delle indicazioni dell’Iss, facendo i tamponi solo ai sintomatici. Il Veneto ha fatto un’altra scelta. Ovviamente non si fanno i tamponi a tutti quanti. Sono parole, perché, tra l’altro, non ci sono i tamponi, né i reagenti. Ma questa ‘tamponite’ è diventata una malattia. Nel Veneto, dove hanno fatto decine di migliaia di tamponi, i dati di ieri dicono che c’è stato un aumento dei contagi, a dimostrazione del fatto che non è quello l’elemento decisivo, ma sono importanti il distanziamento sociale e il controllo della catena dei contatti sul territorio”.

Nel finale, De Luca si concede una lunga riflessione: “Vi ho parlato del nuovo ospedale covid che realizziamo in 10 giorni. Anche questo sarà un simbolo della capacità amministrativa e della concretezza che abbiamo messo in campo in queste settimane. Abbiamo verificato un fatto di cui io sono convinto da sempre: quando abbiamo problemi seri da affrontare, le bandiere di partito non contano niente. Contano solo la capacità amministrativa, la capacità di organizzazione, la tenacia, quel tanto di passione civile di cui hanno dato prova migliaia di medici, di infermieri, di sanitari, di associazioni di volontariato, di persone impegnate nel trasporto pubblico e nei supermercati – continua – Contano il sistema di valori, il sentirsi umani. E’ tanto difficile questa cosa? E cioè capire che sono fondamentali i valori, al di là di tutte le distinzioni, quando hai davanti ai tuoi occhi la morte, la tragedia, le decine di camion dell’Esercito che trasportano centinaia di bare, quando hai queste esperienze che non possono non segnarti dentro? L’essere umani, il sentirsi umani, nel senso di appartenenza a una unica grande comunità e a una unica grande famiglia. Mi auguro che la fase due sia segnata da questi valori, da questa nuova consapevolezza delle cose importanti e delle cose non importanti nella vita degli esseri umani“.

E aggiunge: “Mi auguro che sia così, perché mi è capitato di ascoltare qualche commento in relazione alla Campania in queste settimane. Commenti che mi hanno fatto perfino sorridere. C’erano tante persone in Italia, e anche qui da noi, che aspettavano in Campania l’ecatombe. Aspettavano che la Campania finisse cento volte peggio della Lombardia. Mi è capitato di ascoltare qualche commento di qualcuno che sembrava quasi dispiaciuto che avessimo fatto un lavoro importante in migliaia di persone in Campania – prosegue – Gente che si chiedeva: ‘Ma come è possibile che non abbiamo avuto le tragedie qui?’ Io mi auguro con tutto il cuore che la fase due sia una fase di serietà e di rispetto reciproco. Noi abbiamo dimostrato di essere una regione che cammina a testa alta. E dobbiamo essere orgogliosi di questo con sobrietà, con umiltà, con modestia. Abbiamo bisogno tutti dell’aiuto degli altri, ma possiamo camminare oggi a testa alta“.

De Luca chiosa: “Non era scontato che vivessimo questa tragedia come l’abbiamo vissuta, cioè con rigore, con serietà, anticipando spesso le decisioni che il governo poi ha preso 10 giorni dopo, perché avevo paura che nell’area più densamente popolata d’Europa, se perdevamo il controllo della situazione, veramente andavamo verso una tragedia di proporzioni inimmaginabili. Abbiamo lavorato con serietà conquistando il rispetto di tutte le persone serie e perbene del nostro Paese. Continueremo così. E, vedrete, riusciremo a presentarci in Italia come modello di serietà, di rigore, di concretezza e di capacità amministrativa”.

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