Salgono a oltre duemila i morti negli Stati Uniti, e sono oltre 6.500 le vittime in Spagna. Sono questi i due Paesi che nel mondo oggi, Italia a parte, stanno attraversando la crisi con numeri in costante aumento. A New York, la città statunitense più colpita, i casi salgono a 59.513, di cui 8.503 in ospedale e 2.037 in terapia intensiva. I morti sfiorano i mille, passando dai 728 di sabato ai 965 di oggi. Per questo il governatore Andrew Cuomo ha esteso fino al 15 aprile l’obbligo di lavorare da casa per chi svolge un’attività “non essenziale”. Adesso la decisione più attesa è nelle mani del presidente Donald Trump, che ha convocato una conferenza per la giornata di oggi (alle 23, ora italiana). Si attende l’annuncio della linea da seguire nelle prossime settimane: domani, il 30 marzo, scade il termine di 15 giorni fissato per rallentare la diffusione del virus e bisogna perciò decidere se allentare o meno le restrizioni. Intanto Anthony Fauci, il maggiore esperto americano di malattie infettive e attuale consulente della Casa Bianca, lancia l’allarme: in Usa si temono “milioni di casi” e “fra i 100mila e i 200mila morti”, ha detto in un’intervista alla Cnn, sottolineando comunque che è difficile fare previsioni perché è un “target in movimento”.

Stati Uniti, scadono le restrizioni: si attende decisione Trump – Mike Pence, il vice presidente americano alla guida della risposta al coronavirus, deve consegnare a Donald Trump una relazione con tutti i dati e le informazioni raccolte in vista del 30 marzo. Sulla base di esse, verosimilmente, il presidente dovrà decidere le future mosse. “Gli presenteremo i dati. Il presidente deciderà nel miglior interesse degli americani”, ha detto Pence in un’intervista a Fox. Trump ha più volte ribadito che vorrebbe “riaprire tutto” entro Pasqua (tra meno di due settimane) ma gli Stati Uniti vengono considerati il prossimo fronte dell’epidemia, vista la rapida crescita dei contagi, che attualmente superano i 124mila. La speaker della Camera americana Nancy Pelosi accusa il Trump di aver sottovalutato il pericolo e di aver fatto troppo poco nelle scorse settimane, per esempio ordinando troppo tardi gli equipaggiamenti medici essenziali: “Una negazione letale, costata vite umane“. Adesso, quindi, chiede cautela: “Il presidente non dovrebbe affrettarsi a riaprire scuole e imprese in mezzo alla pandemia”. Parlando alla Cnn, Pelosi ha sottolineato che il governo dovrebbe “prendere ogni precauzione” e che è necessario un aiuto più concreto per l’economia. Il piano da 2mila miliardi, dice, “è solo un anticipo”.

Anthony Fauci, il maggiore esperto americano in malattie infettive chiamato a consigliare le scelte di governo, in un’intervista a Cnn, ha detto che è “il virus a dettare la linea“. Ha espresso grande preoccupazione per un aumento dei casi, potenzialmente “milioni”. E al giornalista che gli chiedeva un parere su un possibile allentamento delle restrizioni negli Stati Uniti, caldeggiato da Trump, l’immunologo ha risposto: “Non sono contrario, ma servono test per vedere la situazione reale prima di decidere”. Oggi il presidente, sul suo profilo Twitter, ha condiviso un post di Vatican News: la preghiera del Papa in piazza San Pietro.

Il quotidiano Politico, invece, ricostruisce il dietro le quinte degli ultimi 15 giorni: il caos e il panico della Casa Bianca, scrive, fanno apparire “l’impeachment irrilevante”. Due settimane di fuoco, che hanno visto Donald Trump cambiare radicalmente atteggiamento fino a divenire un ‘presidente di guerra’. Nonostante questo le critiche sono piovute da più parti: prima quando Trump ha iniziato a parlare dei progressi sul fronte di presunte cure, poi quando si è ostinato a parlare in più occasioni di ‘virus cinese’.

New York, braccio di ferro Cuomo-Trump – New York è il focolaio più esteso degli Usa, ma non verrà imposta la quarantena per i suoi abitanti: Cuomo, il governatore dello Stato, ha bollato la quarantena proposta dal presidente Trump come una “dichiarazione federale di guerra agli Stati” oltre che un’opzione “probabilmente non legale”. Trump ha quindi accantonato l’ipotesi dell’isolamento per New York, New Jersey e Connecticut, e opta per dei travel advisory per dissuadere i viaggi e gli spostamenti nei e dai tre Stati, senza però chiuderne i confini.

Europa, crescono i casi – Anche l’Olanda, come già il Belgio, supera i 10mila casi. Intanto in Francia è morto l’ex ministro di Sarkozy Patrick Devedjian, nominato ministro per l’emergenza finanziaria nel 2008. La Groenlandia ha vietato la vendita di alcolici per ridurre le violenze in famiglia e nel Regno Unito Boris Johnson, risultato positivo, in un messaggio che spedirà a 30 milioni di famiglie, scrive che “le cose peggioreranno ancora prima di cominciare a migliorare” e nella lettera prefigura ulteriori restrizioni ai movimenti e regole di distanziamento sociale. Per il sistema nazionale britannico sarebbe un buon risultato se nel Paese si restasse sotto la soglia dei 20mila morti. Nella quotidiana conferenza stampa, il ministro alle Aree Urbane il ministro delle Aree Urbane, Robert Jenrick, ha parlato di un’allerta “senza precedenti in tempo di pace” . Mentre il Jenny Harries, numero due della Sanità britannica, ha stimato che ci potrebbero volere “sei mesi o più per tornare alla normalità”.

Nel mondo – Secondo i calcoli della Afp, sono oltre 3,38 miliardi le persone che sono sottoposte ad una qualche forma di restrizione in tutto il mondo. Anche il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha ordinato a tutti gli abitanti della capitale russa di autoisolarsi: come in Italia, si esce solo per recarsi al lavoro (se necessario) per emergenze mediche e per comprare cibo o medicinali. Globalmente, le persone ufficialmente decedute a causa del coronavirus hanno oltrepassato le 30mila, un terzo delle quali nella sola Italia, arrivando a 30.848, secondo il conteggio aggiornato della Johns Hopkins University, secondo cui i contagi accertati sonon quasi 665.000, con in testa gli Stati Uniti (124.686). Oltre 140.200 i guariti, 12.384 dei quali in Italia, seconda in questa classifica dopo la Cina (oltre 75.500). Intanto Pechino registra 44 nuovi casi di contagio “di ritorno” (solo uno è “domestico), ma un’inchiesta del giornale Caixin ipotizza che i morti a Wuhan a causa del coronavirus siano stati molti di più rispetto a quelli ufficiali.

Spagna – La Spagna ha superato i 6.500 morti per il coronavirus, con un incremento di ben 838 decessi in sole 24 ore: cifra quest’ultima che costituisce un nuovo record sebbene di soli sei casi in più rispetto a quello di ieri. Lo comunica il bollettino aggiornato del quotidiano El Pais, che registra 78.797 contagi accertati con 4.907 persone in terapia intensiva e 14.709 guariti nel Paese. Le regioni più colpite sono, nell’ordine, Madrid, Catalogna, Castiglia-La Mancha e Paese Basco.

Francia – Morto l’ex ministro Patrick Devedjian, 75 anni, attuale presidente del consiglio del dipartimento Hauts-de-Seine, alle porte di Parigi. Di origini armene, Devedjian fu membro prima dell’Ump poi dei Republicains, fu nominato ministro per l’emergenza finanziaria nel 2008 dall’allora presidente Nicolas Sarkozy, carica che ricoprì per quasi due anni. È morto in ospedale a Nanterre, dove era stato ricoverato mercoledì. Già ottanta malati sono stati trasferiti in altri ospedali tra Lussemburgo, Germania e Svizzera: il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa giovedì sera ha ringraziato i governi di questi Paesi.

Regno Unito – Sfiora quota 20mila il totale dei contagi da coronavirus, concentrati soprattutto a Londra: circa 2500 in più di ieri. “Non esiteremo ad andare oltre, se ce lo suggeriranno il parere di medici e scienziati – scrive Johnson nella lettera che invierà alle famiglie britanniche -. È importante per me essere esplicito: sappiamo che le cose peggioreranno prima di migliorare. Ma ci stiamo preparando nel modo giusto, e più seguiremo tutti le regole, meno vite andranno perdute e prima la vita potrà tornare alla normalità. Per questo, nel momento dell’emergenza nazionale, vi rivolgo questo invito: ‘Restate a casa. Proteggete il nostro sistema sanitarioe salvate vite”, conclude il messaggio di Downing Street.

Nella conferenza stampa di giornata a Downing Street, il ministro delle Aree Urbane, Robert Jenrick, ha detto che l’intero Regno Unito è “pronto all’emergenza” a causa del coronavirus, un’allerta “senza precedenti in tempo di pace” . Ha aggiunto infatti che nessun governo aveva compiuto un passo del genere “dalla Seconda Guerra Mondiale”. Jenny Harries, deputy chief medical officer britannico, ha da parte sua stimato che ci potrebbero volere “sei mesi o più per tornare alla normalità“, pur confermando che il lockdown sarà riesaminato “ogni tre settimane” e concordando con Jenrick che un’inversione di tendenza nei contagi possa iniziare a verificarsi anche prima, secondo quanto auspicato dal premier, Boris Johnson, che giorni fa aveva parlato di “12 settimane”.

Germania – L’Istituto Koch lancia l’allarme per la situazione tedesca: “Non possiamo escludere che anche qui si arrivi a una situazione come quella italiana”, ha detto in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine am Sonntag, Lothar Wieler. “Non possiamo escludere che si arrivi anche qui ad avere più pazienti della capacità di posti e respiratori a disposizione“. Tra le vittime dell’epidemia in Germania anche il neurologo Joern Kubicki, partner dell’ex sindaco di Belino, Klaus Wowereit (di cui rimase famoso il coming out pubblico: “Sono gay e va bene così”). Oggi è stato trovato morto Thomas Schaefer, il ministro delle finanze dell’Assia, Land tedesco che comprende Francoforte. Il governatore dello stato Volker Bouffier ha collegato il suicidio di Schaefer alla crisi del coronavirus: Bouffier ha dichiarato che Schaefer era preoccupato di “riuscire a soddisfare le enormi aspettative della popolazione, in particolare per quanto riguarda l’aiuto finanziario”. Preoccupazioni, dice che hanno “schiacciato” il ministro di 54 anni. “Devo presumere che queste preoccupazioni lo abbiano sopraffatto“, ha detto Bouffier, “apparentemente non riusciva a trovare una via d’uscita. Era disperato e ci ha lasciato”.

Belgio – 10.836 contagiati e a 431 decessi. Le persone ricoverate nelle ultime 24 ore sono 629. Lo riferiscono i media locali precisando che dei 1.702 nuovi casi 906 sono residenti nelle Fiandre, 691 in Vallonia e 85 a Bruxelles.

Olanda – Come il Belgio, anche nei Paesi Bassi supera quota 10mila contagiati. Secondo l’ultimo bollettino della autorità sanitarie olandesi, complessivamente si contano oramai 10.866 positivi (+ 1.104 rispetto a ieri) e 771 persone morte. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 132 decessi e complessivamente sono ricoverate 3.483 persone

Svizzera – Continua a crescere il numero di persone positive: nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 1.123 casi per un totale di 14.336. Secondo i dati diffusi oggi dall’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) i morti sono 257.

India – Il primo ministro Nerendra Modi chiede “perdono” per il duro impatto del lockdown da lui deciso per contrastare la diffusione del coronavirus. Spiega tuttavia che “non c’è altro modo” per affrontare l’emergenza. . Fra le conseguenze si lamenta la perdita di lavoro e le difficoltà per molto dei 1,3 miliardi di indiani. Decine di migliaia di lavoratori rimasti senza impiego sono stati costretti ad attraversare a piedi il paese per rientrare nei villaggi di origine.”Specialmente quando guardo ai miei fratelli e sorelle poveri, penso che certamente staranno pensando ma che primo ministro è uno che ci mette in tali difficolta?”, ha detto Modi, “chiedo in particolare il loro perdono”.

Canada Sophie Grégoire Trudeau, moglie del primo ministro, ha annunciato di essere guarita dal coronavirus. “Mi sento molto meglio” ha scritto la donna in un lungo messaggio su Facebook, nel quale ringrazia i sanitari, ricorda quanto il periodo sia complesso e rimarca la difficoltà nello stare soli. “La distanza fisica necessaria in questo momento per proteggerci reciprocamente – conclude – dovrebbe incoraggiarci a creare una maggior vicinanza emotiva. Seguiamo i consigli dei medici, non usciamo”. Il primo ministro canadese, che non ha mai presentato alcun sintomo della malattia, ha annunciato che resterà comunque in auto-isolamento perché “ha vissuto nella stessa casa di una persona positiva”.

Cina – Lentamente le città provano a tornare alla normalità: altri siti turistici cinesi hanno riaperto oggi dopo oltre due mesi di sospensione a causa della pandemia. La città di Qufu, nella provincia dello Shandong, in Cina orientale, famosa come la città natale di Confucio, ha aperto le attrazioni turistiche principali, tra cui il cimitero, il tempio e il palazzo della famiglia Kong.

Australia – Gli assembramenti vengono ristretti a un massimo di due persone. In precedenza il limite era di 10 persone negli spazi pubblici e negli altri luoghi di ritrovo; le nuove restrizioni non si applicano ai membri della famiglia, alle scuole e alle aziende. In più, a partire da domani saranno chiusi i parchi giochi, le palestre all’aperto e le strutture per fare skateboard. Agli individui si “consiglia fortemente” di stare a casa, eccetto che per acquistare beni essenziali, per cure mediche, per fare esercizio, o per lavorare e studiare, sempre che non si possano fare in remoto.

Iran – Per evitare altre rivolte e ridurre il sovraffollamento nelle carceri, polveriera di contagi, l’Iran ha prolungato fino al 19 aprile, il rilascio temporaneo di 100mila.

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