È il piano di intervento economico più imponente mai varato nella storia degli Stati Uniti, e vale 2.200 miliardi di dollari. Più del doppio di quanto stanziato da Barack Obama per contrastare la crisi finanziaria del 2008. E insieme alla leva finanziaria della Federal Reserve, potrebbe raggiungere una capacità di 6.200 miliardi di dollari. “È la nostra moneta, possiamo gestirlo. Faremo tutto quello di cui c’è bisogno”. Donald Trump non bada a spese per sostenere, sul versante sanitario, sociale ed economico, il Paese a stelle e strisce. “Prima la vita e la sicurezza, poi l’economia”, ha detto in conferenza stampa, presentando il pacchetto di aiuti alla nazione che ha appena superato quota 100.000 casi registrati di Covid-19.

Le misure dirette – Saranno 300 i miliardi destinati direttamente ai cittadini americani, che si traducono in 1.200 dollari a persona per coloro guadagnano meno di 75.000 dollari all’anno, e 500 dollari per ogni figlio. Gli aiuti saranno decrescenti per i lavoratori che guadagnano fino a 99.000 dollari, mentre non ci saranno fondi per i lavoratori che guadagnano di più. Previsti 377 miliardi in linee di credito per le piccole imprese, con l’obiettivo di non perdere i posti di lavoro, 500 miliardi per le grandi imprese più colpite, come le aerolinee, con restrizioni sul riacquisto delle azioni e sulle retribuzioni dei dirigenti, e 250 miliardi di benefit addizionali per la disoccupazione: i lavoratori che hanno perso o perderanno il lavoro riceveranno il 100% del loro salario per 4 mesi, e aiuti saranno destinati anche agli autonomi e ai lavoratori della gig economy.

Record delle domande di disoccupazione – Lo scorso giovedì il Dipartimento del Lavoro ha rilevato che 3,3 milioni di persone, nella settimana che si è conclusa il 21 marzo, avevano richiesto il sussidio di disoccupazione, una cifra di gran lunga superiore ai 665.000 che lo avevano richiesto a marzo 2009, durante l’ultima crisi finanziaria, e che è di oltre quattro volte superiore al record dell’ottobre del 1982, quando a richiedere i sussidi furono 695.000 cittadini americani. Le industrie più colpite fino a questo momento appartengono ai settori dell’alimentare, alloggi, trasporti e intrattenimento. Steven Mnuchin, segretario al Tesoro, ha dichiarato che la disoccupazione potrebbe raggiungere il 20%, un livello dimenticato dalla Seconda guerra mondiale. A febbraio la disoccupazione era del 3,6% e nel mese corrente potrebbe essere già arrivata al 5,5 per cento.

100 miliardi per gli ospedali – Alle misure di supporto dell’economia si aggiungono interventi diretti per la gestione della crisi. Per il potenziamento degli ospedali e la costruzione di ospedali temporanei sono stati stanziati 100 miliardi di dollari. “Voglio ringraziare il Corpo ingegneri dell’esercito e l’Ente federale per la gestione delle emergenze: hanno costruito quattro ospedali in due o tre giorni a New York”, l’area attualmente più colpita, ha detto Trump. Altri 45 miliardi sono diretti al Disaster Relief Fund per supportare le autorità locali, mentre 27 miliardi saranno utilizzati per lo sviluppo di terapie, vaccini e tutto ciò che sarà necessario per rispondere all’emergenza sanitaria. In particolare, 16 miliardi sono riservati al potenziamento della Strategic National Stockpile, il deposito nazionale di vaccini, antibiotici, altri farmaci e dispositivi medici da utilizzare in caso di disastri naturali, pandemie o attacchi di bioterrorismo.

La battaglia contro General Motors – Pur non addebitando direttamente responsabilità all’amministrazione Obama, il presidente Usa ha puntato il dito contro i sistemi scadenti di test e gli scarsi rifornimenti che si è trovato in casa per fronteggiare l’emergenza. “Faremo 100mila test al giorno”, ha assicurato Trump, che ha inoltre ingaggiato il settore privato per la realizzazione massiva di ventilatori. E diverse sono state le risposte avute dalle industrie. Più volte l’inquilino della Casa Bianca ha tuonato contro General Motors, che aveva promesso 40mila ventilatori in tempi rapidi, per poi offrirne solo 6mila a costi maggiorati in aprile inoltrato. “Ho firmato un memorandum presidenziale che dà istruzione al segretario alla Salute di utilizzare qualsiasi autorità disponibile ai sensi del Defense Production Act per richiedere alla General Motors di accettare, eseguire e dare priorità ai contratti federali per i ventilatori”, ha dichiarato Trump. “La nostra lotta contro il virus è troppo urgente per consentire al processo di contrattazione di continuare a seguire il suo corso normale. GM stava perdendo tempo”. Ha invece ringraziato altri attori come Phillips, Ford, General Electric che si sono resi volontariamente disponibili per affrontare l’emergenza. Mentre Boeing, che ha già donato maschere, guanti ed equipaggiamenti medici agli ospedali, metterà a disposizione tre aerei cargo per distribuire attrezzature nelle aree più critiche del Paese. “Nei prossimi 100 giorni avremo 100mila ventilatori in più, oltre tre volte le unità che si producono regolarmente negli Stati Uniti”. I ventilatori addizionali, in eccesso per le esigenze di Washington, saranno dirottati verso Gran Bretagna, Italia, Germania e i Paesi che ne dovessero avere più bisogno. Infine parole di cortesia verso il presidente cinese Xi, con il quale Trump ha dichiarato di aver avuto una lunga telefonata di confronto sulle strategie sanitarie e di contrasto al virus. Sul piano dei dazi, però, al momento resta tutto invariato.

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