Un commando armato ha fatto irruzione nella prima mattinata in un tempio hindu-sikh di Kabul che in quel momento accoglieva 150 persone circa, la maggior parte donne e bambini, e ha fatto strage di civili, uccidendone almeno 25. L’operazione delle forze di polizia, che hanno ucciso uno degli attentatori, è ancora in corso, con la maggior parte degli ostaggi che è stata portata in salvo. A rivendicare l’attentato, secondo quanto riferisce il Site Intelligence Group, ancora una volta è lo Stato Islamico nel Khorasan, branca del gruppo fondato da Abu Bakr al-Baghdadi.

Mentre le violenze commesse dai Taliban nel Paese iniziano a diminuire, in seguito all’accordo di pace siglato con la delegazione statunitense a Doha, le Bandiere Nere afghane hanno incrementato le azioni, rafforzate anche da ex seguaci più estremisti e contrari all’accordo con Washington del mullah Hibatullah Akhundzada, Amir al-Mu’minin (guida spirituale) dei Taliban.

“La maggior parte delle zone del tempio sono state sgombrate, due aggressori sono stati uccisi dalle forze afghane, la maggior parte delle persone sono state salvate, ma l’operazione è in corso”, ha detto all’Ansa il portavoce del ministero dell’Interno afghano, Tariq Arian. Poi ha precisato che “sfortunatamente 25 civili sono rimasti uccisi e otto feriti nell’attacco di oggi”, aggiungendo che uno degli attentatori è rimasto a sua volta ucciso e che 80 persone sono state tratte in salvo.

Secondo una prima ricostruzione fornita proprio da Arian, “verso le 7.45 un certo numero di aggressori è entrato in un tempio hindu-sikh. Le persone sono bloccate all’interno dell’edificio e le forze di sicurezza stanno cercando di salvarle”. Anarkali Kaur Honaryar, un membro sikh del parlamento afghano, ha detto che il tentativo di contattare alcuni degli ostaggi è risultato vano: “Alcune persone all’interno del tempio si nascondono e i loro telefoni sono spenti. Sono molto preoccupato”.

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