Il presidente della Repubblica francese ha deciso di chiudere le scuole e le università a partire da lunedì 16 marzo per far fronte all’emergenza coronavirus. Ma al tempo stesso ha stabilito che non sospenderà le elezioni amministrative del prossimo weekend: “Niente impedisce che i francesi si rechino alle urne”, ha detto nel corso di un messaggio video alla nazione. Finora accertati in Francia ci sono stati 61 morti e 2.876 persone contagiate dal virus. L’epidemia è entrata anche all’Assemblea Nazionale: 10 finora i deputati positivi al test.

Macron nelle ultime ore è stato contestato su più fronti per non aver ancora preso misure forti nonostante la tendenza dei contagi sia molto simile a quella italiana (con qualche giorno di ritardo). E proprio le elezioni comunali sono state al centro di numerose discussioni: la mediazione trovata è stata quella di non impedire il voto, ma programmare lo stop alle attività scolastiche. La decisione di non bloccare la consultazione elettorale rischia di essere molto controversa: porterà alle urne 45 milioni di francesi, tra cui i cittadini della Capitale: il primo turno è in programma per domenica 15, il secondo per il 22 marzo.

Nel corso del suo discorso Macron ha però ribadito come quella del coronavirus sia “l’emergenza sanitaria più grave degli ultimi 100 anni in Francia“. La “priorità assoluta per la nostra nazione sarà la nostra salute”, ha detto. Il presidente francese si è in particolar modo rivolto alle persone più fragili e che rischiano maggiormente di essere contagiate: “Chiedo”, ha detto, “alle persone di oltre 70 anni e ai più fragili di rimanere in casa“. Ha poi chiesto ai cittadini di limitare “allo stretto necessario” i loro spostamenti.

Il presidente francese ha anche detto che nelle prossime ore saranno messe in campo altre misure per ridurre i rischi. “Abbiamo potuto ritardare la propagazione del virus”, ha continuato, ma l’epidemia “non si ferma”. Quindi ha anche annunciato una “seconda ondata” che “colpirà anche i giovani”.

Sul fronte economico, Macron ha precisato: “L’Europa reagirà in modo organizzato e massiccio per proteggere la sua economia. Noi europei non lasceremo propagarsi una crisi economica e finanziaria. Reagiremo forte e reagiremo velocemente”. L’insieme dei governi deve prendere decisioni in sostegno all’attività, “costi quel che costi”. Macron ha inoltre insistito sulla necessità di una “Francia sovrana” e di un’”Europa sovrana”, che “tengano fermamente il loro destino in mano”. “Bisogna evitare il ripiegamento nazionalista, questo virus non ha passaporto”.

Macron ha quindi fatto appello ai francesi, al senso civico, agli sforzi che ognuno dovrà fare per uscire da questa crisi, ringraziando “gli eroi in camice bianco” di un sistema sanitario francese che “uscirà da questa crisi ancora migliore”. La crisi deve “risvegliare quello che c’è di meglio in noi”, ha affermato Macron, questa “anima generosa che in passato ha permesso alla Francia di affrontare le prove più dure”.

La decisione di chiudere le scuole era stata fin qui esclusa anche dal ministro competente, Jean-Michel Blanquer. Chiudono anche asili e università: “I nostri ragazzi e i nostri giovani sono quelli che propagano più rapidamente il virus, a volte senza avere neppure sintomi”. Senza limitare le attività lavorative, Macron ha però invitato le imprese a “intensificare” il telelavoro. Restano funzionanti i trasporti pubblici, altrimenti “bloccheremmo tutto”, ha aggiunto il presidente.

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