Si tratta di un’osservazione, ma è quella di un esperto. Il contagio da Sars Cov2 sembra muoversi principalmente da Est a Ovest. “L’epidemia in corso in Italia non è esattamente come quella che si è verificata in Cina. E non credo sia scontato che il nuovo coronavirus si diffonderà in maniera sostenuta anche al Sud perché, mappamondo alla mano, stiamo notando una diffusione da Est a Ovest e viceversa, piuttosto che da Nord a Sud. Se guardiamo appunto il globo, vediamo che il virus, ad esempio, non si è diffuso in Russia, come nemmeno in Africa. Non sappiamo ancora perché, forse è un fattore legato alle temperature, forse no. Ma è un elemento che ha senso tenere in considerazione”. A dirlo in un’intervista all’Adnkronos Salute è Robert Gallo, fra gli scopritori, negli anni ’80, del virus dell’Aids e del primo test per diagnosticare l’Hiv, oggi direttore dell’Institute of Human Virology alla University of Maryland (Usa).

“L’estensione dell’epidemia di Covid-19 in Italia è estremamente seria e tutti qui negli Usa ne stanno seguendo con apprensione l’andamento. Ho molti collaboratori che provengono dal Nord del vostro Paese e che sono molto preoccupati, così come lo sono io. È difficile – spiega lo scienziato – dare consigli, da qui soprattutto, ma penso che le misure decise dal governo non siano di certo una reazione eccessiva. Sono state prese le giuste decisioni. Quello che succederà nei prossimi giorni nel vostro Paese – evidenzia – dipenderà dalla risposta delle persone. Spero che gli italiani ascolteranno i consigli del governo. Ma è molto difficile fare previsioni – aggiunge Gallo – Quello che posso dire è che come virologi, scambiando opinioni anche con colleghi epidemiologi, abbiamo notato che il virus si sta spostando all’interno di latitudini massime che hanno per ora escluso, per esempio, Russia e Africa, mentre sono toccati Paesi più o meno ‘paralleli’ come Cina, Corea, Iran, Giappone (dove non si è diffuso al Sud), Italia”. “E guardiamo con interesse la risposta del vostro Paese perché avete un’epidemia diversa dalla Cina, con una mortalità che è più alta: si dovrà verificare come mai”, conclude.

“Il mio punto di vista è che bisogna parlare di un vaccino e fare previsioni su quando potrà essere utilizzato su larga scala solo una volta che se ne è dimostrata l’efficacia almeno sulle scimmie. Le ipotesi si potranno fare quando si avrà un candidato che si dimostra promettente. Il resto sono solo parole, perché abbiamo molti esempi di vaccini che passando ai test sull’uomo hanno fallito. Guardiamo al siero contro la Dengue – fa notare l’esperto – che in alcuni casi sembrava potesse aumentare il rischio di infezione grave nei pazienti mai contagiati. Dobbiamo stare attenti nel parlare di prodotti di questo tipo: vanno testati almeno sulle scimmie, che hanno un sistema di riposta immune simile a quella dell’uomo. Promettere che potrà arrivare un vaccino in un anno, in un anno è mezzo, si dovrebbe fare quando si hanno già queste prove in mano, perché altrimenti il fallimento può essere dietro l’angolo“. Per Gallo “un vaccino contro il nuovo coronavirus è certamente possibile, ma a mio parere ci si deve concentrare maggiormente su strumenti più efficaci: i test di diagnosi precoce attraverso il sangue, e i farmaci antivirali. Ci sono ottimi medicinali già approvati per altri usi – sottolinea – e ora in sperimentazione nei pazienti Covid-19, che sono davvero promettenti. Credo sia più facile sopprimere l’infezione con un farmaco, in questo caso”.

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