L’economia è totalmente ferma, così non ci riprendiamo più”. Decine di imprenditori del Basso Lodigiano, coinvolti dalle norme applicate nella zona rossa del contagio di coronavirus, si sono ritrovati alle porte di Codogno, in località Mirandolina. “La situazione è drammatica, servono misure veloci”, ha detto la presidente Confartigianato di Lodi, Sabrina Baronio. “La chiusura delle aziende di 15 giorni non ci permette di recuperare gli utili di un anno. Questi giorni lavorativi costituiscono il 5% del nostro fatturato”. Insieme a lei, Maria Vittoria Falchetti, responsabile marketing di Mta di Codogno, che fa componentistica per le auto eche già nei giorni scorsi aveva chiesto di poter lavorare a ranghi ridotti per non sospendere la produzione. “Nella zona rossa ci sono 3400 imprese, in quella gialla 11mila per più di 56mila dipendenti – ha continuato Baronio – col blocco delle attività saranno in molti a dover chiudere”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Videosorveglianza in ufficio, serve un accordo sindacale. Il consenso dei lavoratori non basta

next
Articolo Successivo

Alitalia, chiesta cassa integrazione per quasi 4mila lavoratori anche “per l’emergenza coronavirus”. La Cgil: “Immotivata”

next