Ospedale chiuso per Coronavirus, mentre si comincia con l’analisi delle condizioni di salute di 4.200 persone. Ma nessuno si nasconde che nei prossimi giorni il numero, in Veneto, potrà crescere, e già oggi è stato registrato un caso a Dolo, in provincia di Venezia. Nel primo calcolo dello screening, infatti, ci sono i 3.300 abitanti del Comune di Vo’ Euganeo, i 300 pazienti dell’ospedale di Schiavonia di Monselice (dove per dieci giorni sono rimasti ricoverati i primi due anziani risultati positivi, uno dei quali deceduto) e 600 operatori della struttura sanitaria. Lo ha spiegato Francesca Russo, direttrice del Dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto. Ma non basterà risultare negativi per tornare alla vita normale: “Se gli operatori sanitari dovessero risultare negativi al tampone andranno a casa in isolamento fiduciario. Coloro che non vogliono andare a casa potranno essere sorvegliati in ospedale”.

Le misure sono state messe a punto nel quartier generale dell’Ulss 6 di Padova. “Sono molto preoccupato. Questo è un virus maledetto, è problematico e sorprende ora dopo ora”, ha dichiarato il governatore Luca Zaia. Un primo campo base con tende riscaldate sarà realizzato a Schiavonia, nel parcheggio dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta, per consentire lo screening di pazienti e dipendenti. L’ospedale sarà svuotato progressivamente. Zaia ha spiegato: “Terremo monitorate le condizioni di salute di tutti. Ma nessun panico. Ne ho parlato con Angelo Borrelli, capo del dipartimento della Protezione civile. Voglio dare una risposta forte. Come svuotare Schiavonia? Non ricoverare più nessuno. La permanenza media è di 6 giorni. Quindi fra sei giorni sarà vuoto”. Allora si potrà completare la sanificazione.

La dirigente Francesca Russo ha spiegato: “L’ospedale è chiuso, le attività programmate sono sospese. Tampone previsto in tutti i reparti, anche per quelli che non sono stati direttamente interessati dall’ingresso e dalla permanenza dei due contagiati. Ma in questi ultimi verrà ripetuto perché c’è un periodo di incubazione”. Si tratta del Pronto Soccorso e dei reparti di Medicina interna, Geriatria e Rianimazione. Nel frattempo, sconcerto tra pazienti e familiari, ai quali è stato impedito l’accesso o l’uscita prima degli esiti dei test.

La Regione Veneto si sta preparando ad affrontare un’emergenza di portata ancora maggiore. “Seguiamo ora dopo ora l’evolversi della situazione, in contatto con il Commissario Borrelli e il Ministro Speranza. – ha detto il governatore Zaia – Per noi l’allerta è massima e ci stiamo preparando a un’eventuale emergenza più importante. Combattiamo un virus, per cui l’attenzione è totale. In caso di necessità siamo pronti a intervenire su più piani e a tutti i livelli, anche in modo drastico se ve ne fosse bisogno”. Dalla Regione è venuta la conferma che tutti i pazienti saranno assunti in carico dalle strutture regionali. E chiunque ha una malattia influenzale importante può chiedere di essere sottoposto a tampone.

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