Ammonta a 1.350 euro medi il bonus che Fiat Chrysler erogherà ai dipendenti italiani del gruppo come “premio di efficienza di stabilimento” come previsto dalle politiche retributive introdotte ndl 2015. Escluse le fabbriche Iveco e Cnh di Brescia e Pregnana Milanese, a cui il bonus non è stato riconosciuto. Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, commenta ricordando che per i lavoratori il vero premio sarebbe cancellare la cassa integrazione per avere pieni salari”. Inoltre “oggi il premio di efficienza è completamente variabile, la sua erogazione è calcolata su obiettivi legati alla riduzione dei costi di produzione che il singolo stabilimento realizza. La Fiom ritiene il sistema salariale in essere non rispondente ai reali sacrifici e al lavoro svolto dalle maestranze”.

Il bonus annunciato dal gruppo, pari a poco più del 6% della retribuzione di riferimento, è stato deciso alla luce dei risultati 2019 e in relazione agli obiettivi di efficienza produttiva previsti dal Contratto collettivo specifico di lavoro di Fca. I risultati variano a seconda delle performance, misurate con il sistema World Class Manufacturing), introdotto dall’ex ad Sergio Marchionne scomparso nel 2018. “Si distinguono Pomigliano e Verrone che per il quinto anno consecutivo hanno raggiunto l’eccellenza e riceveranno in media circa 1.675 euro”, fa sapere Fca. “Alcune realtà del Gruppo hanno registrato un miglioramento dei risultati rispetto allo scorso anno. Tutti gli stabilimenti del gruppo hanno risultati sostanzialmente stabili o in aumento, con Teksid e Comau in forte crescita e Pcma di Napoli che per la prima volta ha accesso al premio.

“Per i lavoratori di Fca e CNHi sono giorni di grande incertezza sul loro futuro”, commenta la Fiom. “C’è una distanza molto forte tra la condizione dei lavoratori, che subiscono una perdita salariale mensile in molti stabilimenti per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, e gli annunci sul premio di efficienza dati oggi. Il premio di efficienza penalizza i lavoratori di alcuni stabilimenti, come Brescia CV e in particolare Pregnana Milanese, che già vedono a rischio il proprio sito produttivo e subiscono anche la scelta aziendale di non riconoscere il premio”. Il premio di efficienza peraltro “è l’unico premio rimasto dopo l’ultimo rinnovo del “contratto specifico” che ha cancellato l’altro premio che veniva erogato in modo fisso per tutti i lavoratori”.

“In un momento di grandi cambiamenti, visto il piano di fusione tra Fca e PSA e il piano di spin off in programma per CNHi, sarebbe necessario un reale confronto unitario per negoziare un accordo che garantisca l’occupazione, giusti salari e migliori condizioni per le lavoratrici e i lavoratori dei gruppi”, è la conclusione della nota del sindacato.

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