“Tutti erano convinti e tutti speravano in una sentenza assolutoria che finalmente potesse spazzare via anni e anni di inchieste. È una verità che era ed è troppo scomoda per essere ricordata. Mentre saltavano in aria i nostri giudici, una parte dello Stato cercava Totò Riina e i suoi successori per capire cosa volessero per fermare quest’escalation di violenza”, così l’ex pm di Palermo, ora al Csm, Nino Di Matteo, in un dibattito a Milano durante la presentazione del libro “Il Patto sporco”, edito da Chiarelettere, insieme al vicedirettore de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo, commenta la sentenza sulla cosiddetta Trattativa Stato-Mafia. “Delle stragi sappiamo tanto ma non sappiamo ancora tutto. Tutti dovrebbero fare uno sforzo decisivo per capire se assieme agli uomini di cosa nostra nelle stragi ebbero un ruolo soggetti non mafiosi, come io ritengo che sia molto probabile. La politica ha dimenticato. La grande stampa ha dimenticato”, afferma Di Matteo. E sulla figura di Bettino Craxi, di cui ricorre in questi giorni l’anniversario della morte, continua: “Questo paese ha il vizio della scarsa memoria, soprattutto i cittadini non vengono aiutati a coltivare la memoria”.

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